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Politica

Pdl: 437 firme per estradare il terrorista Battisti

Di Redazione17 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il gazebo del Pdl in centro città

Il gazebo del Pdl in centro città

BERGAMO — Dalla provincia orobica un messaggio forte e chiaro per l’estradizione del terrorista e assassino Cesare Battisti: 437 le firme raccolte nel pomeriggio di ieri in via XX Settembre da Giovane Italia, l’organizzazione giovanile del Popolo della Libertà.

“Siamo certi che il Governo si adopererà in tutte le sedi possibili per la tutela degli interessi dei nostri connazionali», dichiarano Daniele Zucchinali e Stefano Benigni, rispettivamente presidente e coordinatore di Giovane Italia Bergamo. Presente anche una rappresentanza della comunità brasiliana: “Abbiamo voluto coinvolgere la comunità brasiliana di Bergamo per testimoniare la serietà della nostra richiesta, che non è motivata da un odio politico-ideologico di parte, ma è espressione di quel diffuso senso di giustizia che raccoglie tutti quanti, ancor più nel 150° anniversario dell’Unità, intorno all’idea più alta di Italia”, spiegano Benigni e Zucchinali.

“La nostra è un’associazione apolitica, ma ci fa piacere partecipare – afferma Zenaide da Silva, presidente di Assobrasil (l’associazione brasiliana in Lombardia) -. La nostra comunità è divisa sulla questione, e credo che ciò sia dovuto a mancanza di informazioni e a questioni ideologiche. In ogni caso, se ne sta discutendo molto sui social network”.

In strada anche il gruppo dirigente bergamasco del partito: “Già sei mesi fa abbiamo presentato una mozione al Senato – dichiara la senatrice Alessandra Gallone – A seguito delle evoluzioni del caso, settimana prossima ne presenteremo un’altra, su iniziativa del PDL: vogliamo tenere altissima l’attenzione della comunità internazionale. Deve essere chiaro che Battisti è un terrorista e un assassino, non può essere trasformato in un intellettuale. Potrà essere anche cambiato, ma ha impedito alle famiglie che ha distrutto di crescere: è una cosa per cui deve ancora pagare il suo debito con la giustizia”.

Soddisfatto il coordinatore provinciale e consigliere regionale Carlo Saffioti: “Col loro impegno i giovani costringono tutti noi a non dimenticare che libertà vuol dire diritti, e che va difesa a ogni costo: i suoi nemici non possono passarla liscia – afferma – È significativo che proprio i giovani siano i più sensibili a questi temi”.

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