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Editoriali

Dea, Vicenza insegna: con il Varese bisogna correre forte

Di Redazione17 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Tiribocchi a Varese durante la partita di andata

Tiribocchi a Varese durante la partita di andata

BERGAMO — Non è semplice, questo inizio di girone di ritorno. Vicenza, Varese, Pescara e Frosinone: due trasferte insidiose, due gare al Comunale che potrebbero risultare decisamente ostiche. La prima, sul campo dello stadio Menti di Vicenza, ha confermato come questa serie B sia un campionato molto fisico e poco tecnico.

Nei primi 40 minuti, i complimenti più importanti li meritavano i giovanissimi Rossi e Salufi che al centro del campo distribuivano scatti e recuperi senza soluzione di continutà sia ai compagni che agli avversari.

Il tasso tecnico, evidentemente a favore dell’Atalanta, è rimasto spesso nascosto dietro ad un’aggressività totale e continua del Vicenza: la randellata di Schiavi a Ferreira Pinto dopo pochissimi minuti (ci voleva il rosso, poche storie) è il distintivo principe di una battaglia agonistica che per i padroni di casa rappresentava l’unica speranza di strappare un punto.

Un punto, certo. Perchè vincere senza segnare è impossibile e se levate il destro da funambolo di Schiavi (proprio lui, quello da cacciare ad inizio gara) vi restano solo cross dalle fasce e un paio di palloni sporchi che nessuno è riuscito a trasformare in oro: Abbruscato, infatti, si è perso tra i giganti Capelli e Troest.

E l’Atalanta? Dopo un primo tempo in cui il solo Marilungo ha convinto, chi ha visto la partita dallo stadio non può non aver notato movimenti e iniziative del bomberino tascabile appena arrivato culminati con quell’assist per Bonaventura che meritava miglior fortuna, la ripresa ha regalato ai circa 250 bergamaschi al seguito una manovra più convinta e la rete del vantaggio firmata da Simone Tiribocchi. Senza rete, la sua gara sarebbe stata pessima ma siccome nel calcio ha ragione chi segna, a mister 8 gol non si può imputare molto.

La tenuta difensiva, leggerezza multipla sul pareggio vicentino a parte, è stata molto buona con un Bellini spesso pungolato da Rossi e Di Matteo (giovanotti indemoniati, ma la B è questa) sempre bravo in chiusura. Sottolineiamo allora la prova gagliarda di Basha, la qualità a corrente alternata di Barreto e la verve del solito Doni senza dimenticare che le soluzioni a questa squadra non mancano proprio. 

Con tre squadre a quota 43, sabato a Bergamo arriva il Varese e se qualcuno potrebbe sorridere pensando alla corazzata che dovrà sbranare la matricola ricordo un paio di dati che rendono ancora più importanti i 38 punti della squadra di Sannino, quarta forza del campionato.

Il Varese è l’unica squadra che nel girone di andata è riuscita a battere sia Novara (3-1) che Siena (1-0), sul proprio campo ha ottenuto 6 successi e 5 pareggi (compresi lo 0-0 con l’Atalanta e l’1-1 con il Livorno) ed anche lontano dal Franco Ossola sono arrivati risultati di tutto rispetto: 1-2 a Torino, 0-1 a Vicenza e 2-3 a Padova.

Considerando che tutte le 4 sconfitte sono arrivate in trasferta e contro squadre che oggi sono nella parte  destra della classifica (3-1 con l’Albinoleffe, 1-0 a Frosinone, 1-0 a Crotone e 2-1 a Piacenza) sembra chiaro come il Varese da asporto sia uno scoglio importante per chiunque smuova nella mente dei giocatori biancorossi motivazioni speciali: quando si gioca contro compagini di livello, il rendimento aumenta.

L’Atalanta è più forte ma il Varese corre tanto e non ha niente da perdere: il problema principale che Marilungo e Tiribocchi dovranno risolvere sarà quello del gol visto che con 11 reti subite la matricola di Sannino ha la seconda difesa del torneo lontano da casa (stesso score della Dea, meglio ha fatto solo il Livorno con 10).

Chiamate amici e parenti, avvisate tutti quelli che vogliono bene alla squadra orobica. Il Comunale dovrà ribollire, i tre punti sono difficili da agguantare ma davvero, davvero importanti.

Fabio Gennari

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