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Editoriali

Progetti, strategie, investimenti: la nuova vita della Dea

Di Redazione14 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli uomini che guidano la Dea

Gli uomini che guidano la Dea

BERGAMO – Ragazzi, che settimana. Anzi, che inizio di settimana. Lunedì l’Atalanta capolista, martedì la telenovela Gonzalez e l’idea Marilungo. Mercoledì la stretta finale, giovedì la presentazione del ragazzo marchigiano. E adesso si pensa al Vicenza.

Questa è cronaca, come sono andate le cose lo abbiamo ben chiaro tutti e non c’è molto altro da raccontare. Ma rivedendo la conferenza stampa di Zamagna e Spagnolo, riascoltando le loro parole, ci sono alcuni dettagli che mi hanno fatto pensare. Sfumature, parole, sguardi che rafforzano sempre di più la mia convinzione: l’Atalanta, la storia dell’Atalanta, è cambiata radicalmente da quando i Percassi sono planati a Zingonia.

Progettazione, programmazione, obiettivi, strategie, valutazioni collettive, investimenti. Parole di uso comune, autentici dogmi di chi tratta l’Atalanta come una delle sue aziende con quel pizzico di magia in più che solo la passione ti può dare.

Provate a pensarci. Antonio Percassi si è circondato di collaboratori fidati. Abbiamo un direttore generale che non è affatto una figurina dell’organigramma. Rispetto al passato, i ragazzotti in pantaloncini trovano in lui una presenza costante a Zingonia, addirittura pare che quando la squadra è al centro Bortolotti ci sia sempre uno tra Spagnolo, Zamagna e Corti presente. Già, la squadra non è mai sola.

Il presidente, lo ha sottolineato anche lo stesso direttore generale, ha un solo obiettivo: la serie A. Perchè? Semplice, perchè per perpetrare nel tempo il suo progetto, il passaggio dalla massima serie è obbligato. Decisivo. Per centrarla sembra abbia detto ai suoi uomini qualcosa come “voi scegliete, valutate, pensate e poi presentatemi il conto”. Non un despota che decide da solo come spendere i suoi quattrini, non una sola testa che può sbagliare ma un gruppo di lavoro che cerca soluzioni.

Serve una punta? Compriamola: budget 5 milioni. Senza contare gli altri già spesi, portafoglio aperto e 5 milioni di euro sul tavolo. Gonzalez? Piace, può fare per noi, andiamo a prenderlo. Tutti d’accordo, il Novara che ritratta. Tentenna. Innervosice. Che facciamo? Via, altro obiettivo: Marilungo.

Zamagna ha detto che gli pareva impossibile. Poi ha chiamato la Sampdoria, gli ha messo davanti al naso un’offerta che non si può rifiutare. E l’Atalanta ha portato a casa Marilungo.

Sarà il campo, come sempre, a dire la verità. Ha già fallito Ardemagni nel girone di andata, può capitare a Marilungo: il calcio non è matematica. Però l’approccio, il modo di arrivare alla fine delle operazioni, la strategia sono qualcosa di nuovo. Dopo anni, tanti anni, a Bergamo sono tornate la ambizioni.

“Se il Napoli viene con dei soldi per Barreto, l’Atalanta che dice?” Zamagna passa la palla a Spagonolo, gioco di squadra. Il “direttore di peso”, come si è autodefinito, inizia a mettere in fila concetti che sono musica per le orecchie dei tifosi.

“Faremo, come sempre, la cosa migliore per l’Atalanta. Per il progetto che hanno in mente i Percassi”. Tradotto in parole povere, l’Atalanta a bilancio ha circa 6 milioni di euro pagati nell’estate del 2009 per il giocatore paraguaiano. Se qualcuno lo vuole, deve arrivare con un’offerta che renda l’operazione positiva per i bergamaschi. E non solo dal punto di vista conomico.

Il Napoli offre 8,5-9 milioni di euro? Si può anche decidere di vendere, se quei soldi verranno considerati importanti per il bilancio. Barreto viene ritenuto dal collegio sportivo dirigenziale una pedina imprescindibile per andare in serie A? Il giocatore non si muove da Bergamo. Cosa decideranno i dirigenti è difficile saperlo, l’agente Calleri è già pressato dal ds dei partenopei Bigon ma l’unica cosa da fare è fidarsi. Perchè si può pure sbagliare, ma quando ti muovi con cognizione di causa, con un progetto, con delle idee, è difficile toppare in toto.

Questi, i Percassi, non lasciano nulla al caso. Ci sono una marea di dettagli che certificano ogni giorno il nuovo modo di fare l’Atalanta che a Zingonia viene portato avanti. Dai campi sintetici in costruzione, alla connessione wi-fi fino al campo dello stadio per agevolare gli operatori dell’informazione che seguono le partite dell’Atalanta. Dal progetto neonati alla nuova e recente sezione video del sito web. E c’è molto altro, che non sto ad elencare.

Tante piccole cose che concorrono a fare più grande l’Atalanta, con la prima squadra che comanda la classifica di serie B e una società che sul mercato spende 5 milioni per Marilungo. E nel contratto gli fissa il premio qualificazione in Europa League. Con uno dei figli di Percassi che si sta occupando solo dello stadio nuovo. Chapeau. Signori, Chapeau.

Fabio Gennari

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