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Marilungo: l’Atalanta mi ha voluto fortemente, sono felice

Di Redazione13 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Guido Marilungo con Roberto Spagnolo

Guido Marilungo con Roberto Spagnolo

ZINGONIA – “Sentivo il presidente carico, abbiamo fissato il premio per la qualificazione in Europa League e spero che il progetto nerazzurro dia soddisfazioni: ho rimandato anche le nozze, dovevano essere il 28 maggio”. Si presenta così, Guido Marilungo, nel suo primo appuntamento zingoniano davanti ai giornalisti.

Schierato al centro, tra Zamagna e Spagnolo, l’attaccante marchigiano classe 1989 ha risposto tranquillamente alle domande dei cronisti presenti e la sua voglia di giocare, nell’Atalanta, è parsa subito forte.

“Volevo ringraziare la società e il presidente che hanno dimostrato di credere molto in me. Sono cresciuto a Genova e nella Sampdoria, sono arrivato in Liguria a 13 anni e mi sono mosso solo per l’avventura a Lecce: adesso sono a Bergamo con tante amibizioni e tanta voglia di tornare subito in serie A”.

C’erano tante voci di mercato su di te, come mai l’Atalanta?

Le voci in questo momento ci sono per tutti, l’Atalanta è stata l’unica società ad interessarsi subito e molto seriamente: dimostrazione del fatto che l’accordo è stato trovato molto velocemente e senza alcun problema.

Hai già vinto un campioanto a Lecce, sei venuto per replicare con la Dea?

E’ stata una grande annata quella con i salentini. Abbiamo vinto il campionato e la mia speranza è quella di poter replicare in questi 4 mesi la stessa cavalcata. Non è stato un problema decidere di tornare in serie B dopo aver conquistato la serie A sul campo, qui c’è un progetto importante ed anche l’investimento che è stato fatto su di me dimostra come i dirigenti credano in me: devo lavorare per ripagare la fiducia.

Squadra in testa, record di vittorie: sulla carta l’Atalanta non aveva bisogno di innesti. Cosa può dare Marilungo?

Lo spazio che posso ritagliarmi dipende dal mio impegno, dalle mie prestazioni e dal mister. Arrivo in un gruppo solido, già primo e in cui entrerò piano piano provando ad essere protagonista in una parte importante dell’immediato futuro. Sono già pronto, mi sono allenato con la Sampdoria fino a ieri e quindi se Colantuono ha bisogno, ci sono.

I compagni che in passato hanno già giocato nell’Atalanta cosa ti hanno detto?

Non abbiamo avuto molto tempo per parlare, una volta arrivato al campo ieri mattina la notizia è circolata e sono stati Pazzini, Tissone e Zauri a consigliarmi di venire dicendomi solo cose buone di questa realtà.

La tua posizione preferita in campo?

Non ci sono problemi, posso giocare attaccante centrale oppure sull’esterno. Il paragone con Montella? Magari, mi piace muovermi parecchio ma di paragoni con altri giocatori preferisco non farne. Da piccolo mi piaceva molto Maradona, una volta arrivato alla Sampdoria l’esempio era Bellucci e io spero di fare molto per avvicinarmi a loro.

Strano numero, il 66. Come mai questa scelta?

Volevo l’89, era occupato da Bonaventura e allora ho detto alla mia futura moglie di fare lei. Ha scelto per il 66, non ha nessun significato particolare.

A proposito di fidanzata, dovrai anche spostare le nozze..

Già, in pochi mesi siamo passati da Lecce a Genova e ora a Bergamo. Sempre più a nord, sempre più freddo. Ieri sera quando siamo arrivati le ho detto che in realtà il mare c’era pure qui, solo che con la nebbia non si vedeva. Dovevamo sposarci il 28 maggio, visti gli ultimi sviluppi sposteremo la data ma non ci sono problemi.

Fabio Gennari

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