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Politica

Bocciato parzialmente il legittimo impedimento. Stucchi: avanti un passo alla volta

Di Redazione13 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giacomo Stucchi

Giacomo Stucchi

ROMA — Con una decisione che in parte boccia e in parte interpreta alcune norme sul “legittimo impedimento”, la Corte Costituzionale ha posto diversi paletti alla legge che, di fatto, metteva temporaneamente al riparo il premier Berlusconi dalla ripresa dei suoi tre processi (Mills, Mediaset e Mediatrade).

La Consulta avrebbe bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull’impedimento e l’obbligo per il giudice di rinviare l’udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell’art.1 della legge 51 del 2010. E avrebbe bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del “legittimo impedimento”. La Consulta ha inoltre fornito una interpretazione del comma 1, ritenendolo legittimo solo se, nell’ambito dell’elenco di attività indicate come impedimento per premier e ministri, il giudice possa valutare l’indifferibilità della concomitanza dell’impegno con l’udienza, nell’ottica di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.

“La sentenza della Consulta – commenta il deputato bergamasco della Lega Nord e segretario alla Presidenza della Camera Giacomo Stucchi – pone alcuni paletti all’applicazione della legge sul legittimo impedimento, ma non deve essere strumentalizzata a fini politici. Guardando ai prossimi appuntamenti che impegneranno Governo e maggioranza nell’immediato futuro, conviene compiere un passo alla volta”.

“Il primo passo – sostiene Stucchi – sia per l’immediatezza delle scadenze sia per l’importanza della materia, è certamente quello dell’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale”.

“Sullo sfondo – conclude il deputato bergamasco – rimane l’unica alternativa possibile ad un eventuale stallo sul federalismo fiscale, ovvero le elezioni anticipate. Che nessuno nella Lega vuole brandire quasi come una minaccia ma che, tuttavia, costituirebbero la via maestra lungo la quale procedere per evitare che il quadro politico si possa ingarbugliare”.

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