iscrizionenewslettergif
Poesie

“Trieste” di Umberto Saba

Di Redazione12 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.

“Lettere” di Alda Merini

love-lettersRivedo le tue lettere d'amore illuminata adesso da un distacco, senza quasi rancore. L'illusione era forte a sostenerci, ci ...

“Il male” di Arthur Rimbaud

images-16Sibilano tutto il giorno i rossi scaracchi Della mitraglia, nel cielo infinito d'azzurro; Mentre, scarlatti o verdi, ...