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Mercato: l’Atalanta beffa Chelsea e Stoccarda

Di Redazione29 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il ds Zamagna e il responsabile scouting Corti

Il ds Zamagna e il responsabile scouting Corti

BERGAMO — Per sapere se la scommessa è vinta, serve tempo. Non c’è alternativa. Bisogna aspettare che i ragazzi crescano, si deve sperare che prima o poi la strada del singolo incroci quella del gruppo e contribuisca ad un successo. Quel giorno, solo quel giorno, il cerchio si chiude.

Daniele Zappacosta (’92) e Nejc Praprotnik (’93) sono gli ultimi due acquisti dell’Atalanta ma se pensate solo alla primissima operazione in prospettiva confezionata dalla premiata ditta Spagnolo-Zamagna-Corti e avallata dal presidente Percassi il ragionamento è ancora più interessante: Ezequiel Schelotto (’89, come Bonaventura) acquistato a titolo definitivo per 2 milioni quando tutti lo vedevano lontano visto che voleva la A. L’Atalanta lo ha accontentato, ma lo ha preso tutto: a giugno, torna all’ovile.

Prima di analizzare come gli uomini di mercato nerazzurri sono arrivati a soffiare il centrocampista sloveno a squadroni del calibro di Chelsea e Stoccarda, ricapitoliamo quelli che sono i giovani al lavoro a Zingonia. Consigli(’87), Troest(’87), Capelli(’86), Ceravolo(’87), Basha(’87), Carmona(’87), Pettinari(’86), Bonaventura(’89) e Ardemagni(’87) sono già stati coinvolti nel progetto di Antonio Percassi e tutti possono vantare un buon numero di presenze nella prima metà di questa stagione.

Vicino a quelli che sono (o potranno essere nel caso di nuovi arrivi) gli esperti del gruppo e a cui si chiede una mano determinante per la promozione, la società sta cercando di affiancare ragazzi di prospettiva: l’aspetto decisivo riguarda il numero di attori coinvolti, se Favini si occupa dei ragazzi nostrani è la coppia Zamagna-Corti ad avere in mano lo scouting a livello nazionale e internazionale.

Per scovare il nuovo Javier Pastore, autentico colpo di Beppe Corti da Colognola quando lavorava al Palermo, serve un metodo. Idee, valutazione sul campo e acquisto in anticipo rispetto alla concorrenza: ingredienti semplici, operazioni spesso complicate che bisogna essere bravi a chiudere.

Nejc Praprotnik è un giovanotto sloveno che sia nella nazionale under 17 che in quella under 19 si è già fatto notare. E parecchio. Centrocampista molto dotato dal punto di vista tecnico, il giovanissimo sloveno (186 cm) ha già fatto vedere cose interessanti con i biancoazzurri del Nova Gorica e dopo la partenza del compagno Kurtic giocherà con più continuità. Il rischio, dunque, era quello che in troppi se ne accorgessero e prima di allora l’Atalanta ha chiuso.

Come si è arrivati a questo giovanotto sloveno? La prima segnalazione agli uomini di mercato dell’Atalanta è stata dell’agente Lionello Manfredonia, lo stesso procuratore che cura gli interessi tra gli altri di Peluso e Antenucci (promesso sposo, pare, proprio della Dea). Due giorni dopo l’infausta sconfitta interna contro il Livorno, Gabriele Zamagna è volato in Slovenia per visionare dal vivo il giovane Praprotnik e la sua valutazione è stata positiva. Dopo aver osservato a Bergamo altre immagini con il resto dello staff, è stata la volta di Giuseppe Corti che ha raggiunto Nuova Gorica con l’obiettivo di chiudere il cerchio di osservazione: altro giro, altre risposte positive.

Dopo l’idea, la valutazione. Positiva e quindi meritevole di approfondimento. Ma quando? Subito, Chelsea e Stoccarda non ti permettono di aspettare. Così un bel giorno di fine dicembre il presidente, il direttore sportivo, il padre e il diciassettenne Praprotnik si mettono in strada e raggiungono Zingonia per chiudere l’affare assieme a Manfredonia, Corti, Spagnolo e Zamagna. Tre ore abbondanti di riunione, tutti gli adempimenti del caso ed una firma che strappa alla concorrenza un giocatore ambito che da qui a giugno avrà tempo di finire il liceo sportivo che frequenta nel suo paese, imparare l’italiano e mettere minuti nelle gambe giocando da titolare.

Se a Zingonia, il 28 dicembre 2010, si è concluso un affare lo sapremo solo tra qualche mese. Intanto, registriamo un dettaglio determinante: Percassi punta l’obiettivo ma coltiva un progetto, si fida degli uomini che lavorano con lui e sta cercando di mettere in pratica la regola fondamentale che tutti i muratori d’esperienza conoscono: le case solide, come le strategie vincenti, si costruiscono dalle fondamenta.

Fabio Gennari

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