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Atalanta, i numeri sono chiari: serve a tutti i costi un nuovo attaccante?

Di Redazione26 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

BERGAMO — Il dubbio, per la verità, mi attanaglia da qualche giorno.

Ma all’Atalanta, serve veramente un nuovo attaccante? Manca davvero un uomo in grado di trascinare, da solo, la squadra in serie A? E soprattutto, c’è sul mercato una soluzione adatta per puntellare il reparto avanzato della Dea?

Tante domande, risposte francamente difficili ma ampiamente argomentabili. Partiamo da quello che serve.

Proviamo a fare l’identikit di quello che serve. Il recente infortunio a Ruopolo, fuori per tutto il mese di gennaio, lascia Colantuono senza l’unico attaccante che in queste prime 20 giornate di serie A si è dimostrato in grado di giocare nel cuore del traffico avversario con ottimo costrutto (5 reti e 5 assist) per la squadra.

Bisognerebbe trovare qualcuno con caratteristiche simili, subito pronto e capace di calarsi nella mentalità della B vivendola in un gruppo di primo livello: quindi, un giovane di belle speranze è un rischio. Almeno nell’immediato.

Sasa Bjelanovic, attaccante croato di 31 anni con parecchia esperienza, era ed è una soluzione interessante ma solo se il Cluj lo manda in prestito: provando a ragionarla “alla Percassi” solo questa formula sembra un investimento adeguato visto che si dovrebbe spendere unicamente per l’ingaggio. Danilo Caravello (l’agente) è avvisato: se arriva (in fretta) con buone nuove dalla Transilvania l’affare si fa, altrimenti niente.

Gli altri nomi che girano, paiono tamponi decisamente azzardati. Corradi in che condizioni può arrivare? Santoruvo (4 gol a Frosinone) come può lavorare in una grande squadra visto che non gli è mai capitato? Granoche con che spirito scende in serie B dopo che al primo approccio ha fatto sapere di volere la A ed eventualmente di ponderare solo una nuova esperienza a Trieste?

Non so voi, a me pare ci siano tanti (troppi) punti interrogativi. Vi dico di più, e in un pezzo a parte lo spiego pure meglio: con Ardemagni in rosa perchè non tentare di recuperarlo facendogli sentire massima fiducia?

Come succede sempre  in questo periodo, poi, girano anche nomi di alto valore. Rolando Bianchi e Massimo Maccarone, ad esempio. Bene, il primo se lascia il Torino ha solo da scegliere in serie A. Il suo cartellino costa più o meno 8 milioni e l’ingaggio supera il milione: ammesso e non concesso che a Zingonia ci stiano pensando, l’operazione vi pare possibile?

Maccarone sicuramente è un giocatore di grande valore, però non vuole scendere in serie B. Il costo del suo cartellino è di 4 milioni, a Palermo adesso guadagna 1,2 milioni l’anno fino al 2014: al lordo, serve un investimento di 12,5 milioni di euro per i prossimi 3 anni e mezzo.

Con la serie A in tasca, lo scenario cambia ma oggi si può azzardare tanto? Gira voce che ci sia il Torino dietro al giocatore, peccato che Cairo non navighi in ottime acque e che un’operazione simile certifica la partenza proprio di Bianchi: a parità d’ingaggio i granata possono creare una plusvalenza di 4 milioni che garantisce ossigeno. Mica bruscolini.

Con questo scenario, senza dimenticare l’Unico Obiettivo, è ovvio che la Dea deve trovare un buon rapporto qualità prezzo. Pure Antenucci (costo 3,5 milioni) è da valutare bene, considerando che il Catania si ritrova con Maxi Lopez irrequieto (vuole una grande squadra) e Morimoto fuori gioco per alcune settimane.

Chiudo con i numeri, eterni e sinceri alleati. Domanda semplice: l’attacco dell’Atalanta oggi quanto vale? Dietro al Novara, 39 gol fatti di cui ben 31 arrivati dal reparto avanzato con la coppia Bertani(11) – Gonzalez (11) davanti a Motta (5), Rubino (3) e Gigliotti(1), ci sono proprio i nerazzurri ad affiancare il Siena nella classifica delle reti insaccate dalle punte.

I toscani (33 marcature totali) hanno avuto in dote 20 gol dal reparto offensivo: Mastronunzio (7), Calaiò (6), Larrondo (4) e Reginaldo (3). L’Atalanta segna meno in senso assoluto (27) ma ha ricevuto lo stesso numero di gol da chi per vocazione cerca la porta in ogni situazione: Doni(6), Tiribocchi(6), Ruopolo(5), Ceravolo(2) e Ardemagni (1) i cinque moschettieri già finiti sul tabellino.

Le altre formazioni che lottano oggi per i play-off hanno fatto peggio. Il Varese (23 gol, 11 dalle punte con Ebagua leader a quota 5), il Torino (25 gol, Bianchi a quota 7 davanti a Iunco e Sgrigna fermi a 5), il Livorno (28 gol con Dionisi a 6 e la coppia Pagano-Tavano a 3) e la Reggina (26 gol e il solo Bonazzoli a tenere alta la baracca avanzata con 10 sigilli) hanno numeri e soluzioni inferiori rispetto alla Dea e siccome le partite si giocano sul campo (mentre i proclami se li porta via il vento)  si può dire senza problemi che all’Atalanta le cose non vanno poi così male.

Si può sempre fare meglio, certo, ma a parte il Novara il gruppo di Colantuono ha un rendimento in linea con quello delle avversarie. E il potenziale è perfino maggiore. Deve solo venir fuori.

Fabio Gennari

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