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Editoriali

Atalanta, a Cittadella vincono gli under 24

Di Redazione19 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I nuovi protagonisti

I nuovi protagonisti

BERGAMO – Applausi all’Atalanta. Sono abituato a pondeare i giudizi, cerco di analizzare sempre prestazioni e risultati e quando il giro di boa di metà campionato è ad un tiro di schioppo non si può far altro che sottolineare come la squadra di Colantuono sia in linea con i programmi.

Il bel gioco piace a tutti, inutile negarlo. “Con Del Neri si vedeva davvero qualcosa di divertente: la mano dell’allenatore era decisamente visibile”. Questa frase l’ho sentita spesso, non c’è niente da obiettare in senso assoluto ma quando si analizza il presente ci sono una vagonata di altri motivi per cui sorridere.

Estetica a parte, le prime 20 gare di questo campionato sono servite a tutti per capire che in serie B servono grinta, corsa ed una tenuta mentale sopra la media. Esagero: sono convinto che parecchie squadre dell’attuale serie A farebbero una fatica tremenda con chi nel secondo campionato nazionale gioca per restare a galla.

In questo contesto, la retrocessione della passata stagione è un fardello pericoloso ma quando arrivano vittorie sofferte, sporche e magari non del tutto mertiate come quella ottenuta a Cittadella è chiaro che chi deve, ha capito come si combatte per centrare l’Unico Obiettivo.

Se Capelli è il migliore in campo, se Bonaventura entra e decide, se Basha capisce subito che approccio serve per stoppare l’avversario più pericoloso (Bellazzini) significa che l’Atalanta ha in organico uomini adatti a decidere le partite. E questi uomini, non sono necessariamente quelli che all’inizio del campionato parevano titolari fissi.

La serie B, oggi, la affronti con Ruopolo e Troest al posto di Ardemagni e Manfredini. Con Padoin esterno e non con Ferreira Pinto. Con Talamonti in tribuna e Doni in infermeria. Vincendo.

Da qualche parte inzio a leggere che le recenti esclusioni del biondo di Ferrara, del centrale argentino, del puntero che solo 12 mesi fa ha stupito tutti con 22 reti proprio a Cittadella siano il preludio ad un mercato di cessioni. Peccato che, invece, nessuno sottolinei come i tre punti sporchi di sabato in Veneto siano maturati con due ragazzi classe 1986 (Capelli e Pettinari) e tre classe 1987 (Consigli, Troest e Carmona) in campo dal primo minuto. I cambi, poi, hanno visto Colantuono scommettere su altri due 1987 (Basha e Ceravolo) ed un 1989 come Bonaventura: l’uomo che ha deciso il match.

Alla fine, quindi, l’Atalanta aveva ben sei under 24 in campo contro i soli Bellazzini e Gasparetto per il Cittadella: con Tiribocchi, Manfredini, Ferreira Pinto, Raimondi in panchina oltre ad Ardemagni e Talamonti in tribuna questa è la dimostrazione migliore di come la gestione del gruppo di Colantuono sia vincente.

Il tecnico romano non entusiasma le folle, però è come la Nutella quando c’è tanta voglia di fare merenda e dalla dispensa spuntano due fette di pane morbido: decisivo. Sviolinata? Macchè, guardate i numeri. I punti sono 39 in 20 partite (1,95 di media), la squadra nerazzurra è al secondo posto in classifica (quindi, oggi, promossa) ma soprattutto vince un sacco: 12 successi totali (come il Novara, nessuno ha fatto meglio) e addirittura 5 (su 10, più di tutti) lontano dalla bolgia del Comunale.

Con qualche pareggio in più, le statistiche sarebbero ancora più imponenti. Aggiungo, sono 8 i punti sulla zona play-off e con la sfida in programma il 10 gennaio contro il Grosseto la possibilità concreta di girare a quota 42 permette di valutare l’andata nerazzurra con un voto decisamente positivo.

Adesso la squadra si ferma fino al 26, i dirigenti invece sono a pieno regime. La settimana di relax aiuterà tutti a rilassarsi ma anche gli scontenti a capire che conta solo l’Obiettivo. Conta solo che l’Atalanta torni in A. Conta solo vincere.

Chi all’inizio della stagione aveva pretese e ora forse si sente confuso, guardi al compagno meno sponsorizzato, si legga le statistiche e convenga con me: su 24 giocatori arruolabili (esclusi i giovani Possenti e Rossi), sono 19 quelli che almeno una volta hanno avuto la possibilità di partire titolari in campionato. Fanno 39 punti merito di 19 giocatori: praticamente, un gruppo vincente.

Fabio Gennari

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