iscrizionenewslettergif
incubatore-728x90gif
Isola

I Ris confrontano le tracce trovate nel cantiere con il Dna di Yara

Di Redazione15 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il cantiere di notte. Al pianterreno le fotoelettriche dei carabinieri

Il cantiere di notte. Al pianterreno le fotoelettriche dei carabinieri

BREMBATE SOPRA — Eppure quel deposito è ancora sigillato. Nonostante le smentite degli inquirenti che indagano sul caso di Yara riguardo al ritrovamento di tracce nel centro commerciale, c’è una zona del gigantesco cantiere in costruzione a Mapello che continua a rimanere off limits per telecamere e giornalisti.

Solo un abile fotografo dotato di teleobiettivo è riuscito nei giorni scorsi a fotografare quella porta con i sigilli sovrimpressi. Si tratta della porta d’accesso al famoso deposito interrato di 12 metri quadrati su cui, fin dai primi giorni della sparizione, il Ris (Raggruppamento investigazioni scientifiche) di Parma ha concentrato la sua attenzione.

Chi scrive non può dimenticare la fermezza con cui gli investigatori risposero alle domande insistenti dei giornalisti proprio fuori da quel cantiere: “Se continuiamo a stare qui un motivo c’è”. Il “qui” era l’enorme centro commerciale in costruzione sull’area dell’ex Sobea. E il motivo, come se una parte importante di quanto accaduto e dell’indagine ruotasse intorno a questo scheletro di cemento, sinistro e inquietante.

D’altronde qui aveva portato il fiuto prodigioso del celebre cane molecolare. Un bloodhound che sbaglia davvero poche volte e che, per dirla alla colonnello Garofano, già celebre comandante del Ris, “ha dato riscontri verosimili”. E proprio in quel luogo era stato trovato del filo elettrico tranciato (cosa peraltro comune in un cantiere), anche se era impossibile stabilire se fosse stato tagliato di recente.

Per giorni le fotoelettriche dei carabinieri sono rimaste accese in quel cantiere. Ed era trapelato che il Ris avesse trovato tracce biologiche significative per l’indagine. Se si trattasse di sangue della piccola scomparsa non è dato sapere. D’altronde, dal momento che non siamo in un film, per effettuare analisi del Dna non bastano poche ore, ma servono giorni interi.

Ora pare che i Ris di Parma stiano ricostruendo il codice genetico della tredicenne attraverso un capello trovato su una spazzola di casa. Sarà studiato e confrontato con le tracce individuate nel locale posto sotto sequestro a Mapello.

Intanto è filtrata la notizia – non confermata – che ad occuparsi della pavimentazione del nuovo centro commerciale sarebbe stata la ditta Lopav di Ponte San Pietro, i cui titolari, Patrizio e Massimiliano Locatelli, sono in arresto da ottobre su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, con le accuse di riciclaggio e narcotraffico. Stamattina c’è stato un intervento dei carabinieri nell’azienda, ma pare che fosse legato alla protesta di un creditore che aveva perso le staffe.

Nel frattempo è stato spostato in avanti il raggio d’azione delle ricerche. Lo spostamento coincide con una riorganizzazione nel coordinamento delle ricerche, con una nuova centrale operativa nel comune di Madone. I briefing di Polizia e Carabinieri si terranno nel comune di Barzana, dove gli agenti hanno allestito un nuovo campo base e nella stazione dell’Arma di Ponte san Pietro.

Ancora il caso di Yara stasera a “Chi l’ha visto?”

Federica Sciarelli BREMBATE SOPRA -- Ci sarà ancora l'irrisolta sparizione di Yara Gambirasio al centro della trasmissione ...

La Sciarelli su Yara: c’è una banda di molestatori in Bergamasca

Federisca Sciarelli durante la trasmissione BREMBATE SOPRA -- Ci sarebbero altri due testimoni che hanno visto un'auto rossa parcheggiata "come ...