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Politica

De profundis sul “congressino”: il Pdl si prepara alle elezioni anticipate

Di Redazione14 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandra Gallone e Carlo Saffioti

Alessandra Gallone e Carlo Saffioti

BERGAMO — Finora, come prevedibile, non si è mossa una foglia. Ma è assai probabile che oggi, con il voto sulla fiducia alle Camere che lancerà il paese dritto verso nuove elezioni, sul “congressino” che dovrebbe rinnovare i vertici bergamaschi del Popolo della Libertà suoni addirittura il definitivo “de profundis”.

Fino al 14 dicembre, d’altronde non aveva alcun senso convocare un congresso a Bergamo nel pieno di una crisi di governo a Roma. Quindi, comunque vada oggi in parlamento, il congresso bergamasco sarebbe slittato quantomeno a gennaio. Ma di lì alle elezioni politiche anticipate, che certamente il premier chiederà dopo il passaggio parlamentare, restano solo due mesi. La data ipotizzata per il ritorno alle urne è il 27 marzo. Fino ad allora sarà campagna elettorale furibonda. E certo non ci sarà spazio per congressi di sorta.

Dunque, è molto probabile che alla fine il “congressino” bergamasco non si farà. La gara nel Pdl, al contrario, sarà alle candidature per Roma. E’ su questo che gli esponenti del vertice bergamasco, al di là delle dichiarazioni di facciata, stanno lavorando già da un mese. Con un rischio: che un’ulteriore avanzata della Lega in Bergamasca, valutata intorno ai 4-5 punti percentuali, tolga seggi in Parlamento al Popolo della Libertà.

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