iscrizionenewslettergif
Isola

Yara: gli investigatori chiedono aiuto ai satelliti

Di Redazione13 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un satellite Cosmo-Skymed

Un satellite Cosmo-Skymed

BERGAMO — La soluzione del giallo di Yara potrebbe venire dai satelliti. Di fabbricazione militare, ovviamente. Quelli che controllano il territorio italiano e le basi alleate del Nord Italia e che da lassù, sopra la Pianura Padana, potrebbero aver ripreso con telecamere o macchine fotografiche ad altissima sensibilità particolari importanti di quanto avvenuto quella sera.

Sembra un film di fantascienza. Ma pur non raggiungendo le strabilianti capacità immaginate nei film hollywoodiani, anche l’Italia dispone di tre satelliti di sorveglianza elettronica di tutto rispetto, come quelli del programma Cosmo Skymed che dipendono dal ministero della Difesa. I satelliti, una volta puntati, da soli o in coppia, sono in grado di ricomporre immagini radar molto precise dell’obiettivo. A seconda della modalità di ricerca, questo tipo di satelliti può acquisire immagini di porzioni di territorio entro un raggio d’azione che va dai 10 ai 200 chilometri. Tuttavia sono in grado di vedere anche obiettivi fino a 650 chilometri a sinistra e destra dell’inquadratura. Concentrando la visione entro un raggio di 10 chilometri, i satelliti Cosmo Skymed possono vedere oggetti delle dimensioni di un metro.

Tuttavia, scovare elementi di quella sera, non sarà facile. Gli archivi meteo dicono il 26 novembre il cielo della Bergamasca era molto nuvoloso, carico di neve e pioggia. Pertanto la copertura delle nubi potrebbe aver ostacolato la visione satellitare che, va precisato, non avviene in tempo reale ma differito, sempre che i satelliti fossero puntati lì sopra, a quell’ora. E che in quel momento fossero impiegate apparecchiature agli infrarossi.

Toccherà agli investigatori esaminare quei fotogrammi e riuscire a capire se là dentro si riusciranno a scorgere particolari importanti per le indagini. Si tratta di una procedura non standard, e quindi i tempi di richiesta e trasmissione del materiale potrebbero essere lunghi qualche giorno. Gli inquirenti nel frattempo continuano a seguire la pista del sequestro di persona a fini estorsivi. Pare che un’ipotesi porti in Svizzera ma sulla versione gli inquirenti tengono il massimo riserbo.

Totalmente smentita invece la pista della setta satanica. In mattinata si è tenuto un vertice in Procura fra i magistrati che indagano sulla scomparsa della ragazzina e le forze dell’Ordine.

Yara: ricerche in un campo di mais. Spunta la pista della malavita

Il campo di mais fra via Lesina e via Tresolzio BREMBATE SOPRA -- La segnalazione è arrivata da tre donne impiegate in un'azienda della zona. ...

Tramonta l’ipotesi satelliti: ancora una giornata senza esito per Yara

Un defender dei carabinieri impegnato nelle ricerche BREMBATE SOPRA -- E' durata lo spazio di una giornata la speranza che il caso ...