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Politica

Volantino di Comunione Liberazione: liberiamoci dalle ideologie

Di Redazione13 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cesana, uno dei leader di CL

Cesana, uno dei leader di CL

BERGAMO — A pochi giorni dalla sfida sulla fiducia in parlamento, ecco il volantino diffuso da Comunione e Liberazione di giudizio sulla situazione attuale, come aiuto alla comprensione del momento storico di cui è urgente prendere consapevolezza. Il titolo del volantino è “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”. Il punto di forza è un desiderio non assopito, ma vivo.

La nota di CL parte dalla costatazione che di fronte all’attuale crisi sociale, economica e politica l’uomo è disorientato, disarmato a tal punto che non riesce a mettersi “d’accordo per affrontarla, pur sentendone l’urgenza” e cita il cardinale Bagnasco, angustiato “per l’Italia… inceppata nei sui meccanismi decisionali, mentre il Paese appare attonito e guarda disorientato”. La nota prosegue ricordando il Rapporto Censis 2010, che individua “la natura della crisi in un «calo di desiderio»”, e ponendo un interrogativo: “come mai, se siamo stati in grado di raggiungere importanti obiettivi nel passato (casa, lavoro, sviluppo…) adesso siamo una società pericolosamente segnata dal vuoto e a un ciclo storico pieno di interesse e voglia di fare ne segue un altro segnato dal suo annullamento?”.

Si trova risposta a questa domanda nell’evidenza che la crisi è soprattutto antropologica “perché riguarda la concezione stessa della persona, della natura del suo desiderio e del suo rapporto con la realtà”. E’ un’illusione che il desiderio possa mantenersi in vita da solo o addirittura essere più vivo in una nuova situazione di benessere aggiunto; esso si appiattisce “se non trova un oggetto all’altezza delle sue esigenze”, così come era stato sottolineato da don Luigi Giussani nel 1987 intervenendo all’Assemblea della DC Lombarda: “Nell’appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti; e nella astenia generale l’alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio, e un moralismo d’appoggio allo Stato come ultima fonte di consistenza per il flusso umano”. Ma sia il volontarismo individualista che la speranza statalista “non sono state in grado di darci la consistenza auspicata e ci troviamo ad affrontare la crisi disarmati”.

Ma chi o che cosa può ridestare questo desiderio? E’ un problema culturale, con il quale “sono costretti a misurarsi tutti coloro che hanno qualcosa da dire per uscire dalla crisi: partiti, associazioni, sindacati, insegnanti”, non partendo da un’ideologia ma testimoniando un’esperienza.
A questa responsabilità è chiamata anche la Chiesa e i cristiani il cui contributo è decisivo, come ha ricordato Benedetto XVI, “solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà”. La Chiesa “dovrà mostrare che Cristo è così presente da essere in grado di ridestare la persona – e tutto il suo desiderio – fino al punto di non farla dipendere totalmente dalle congiunture storiche”. E ciò avviene “attraverso la presenza di persone che documentano un’umanità diversa in tutti i campi del sociale: scuola e università, lavoro e imprenditoria, fino alla politica e all’impegno nelle istituzioni. Persone che non si sentono condannate alla delusione e allo sconcerto, ma vivono all’altezza dei loro desideri perché riconoscono presente la risposta”.

Si può quindi uscire dalla drammatica situazione attuale a due condizione: liberandoci da ogni presunzione ideologica ed essere disposti a riconoscere qualcosa che nella realtà già funziona. Ciò, concretamente, significa “sostenere chi, nella vita sociale e politica, non si è rassegnato a una misura ridotta del proprio desiderio e per questo lavora e costruisce mosso da una passione per l’uomo”. Questo è il primo contributo che si può dare per il bene di tutti.

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