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Editoriali

Il Mondo soffoca, Colantuono vince: vittoria pesante per la Dea

Di Redazione12 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Tiribocchi e Ruopolo

Tiribocchi e Ruopolo

BERGAMO — Atalanta – Albinoleffe 3-1, successo importantissimo per la squadra di Stefano Colantuono.

Devo ammettere che prima del fischio d’inizio ero molto preoccupato per le diavolerie tattiche che il Baffo di Rivolta avrebbe potuto inventare. Ore 14.25, formazioni alla mano, ecco la doppia sorpresa: Ceravolo e non Tiribocchi, Bombardini e non Cisse.

Sobbalzo. Ma come, Colantuono rinuncia al bomber romano? E Mondonico manda in campo l’ex atalantino con solo un allenamento nelle gambe? Già, scelte inattese ma facilmente spiegabili.

Con Bombardini, l’Albinoleffe ha schierato un 5-4-1 bloccatissimo che solo grazie alle ripartenze di Foglio sulla sinistra poteva sperare di offendere l’Atalanta. Infatti, i pericoli maggiori sono arrivati dalla parte di Bellini con due conclusioni dell’esterno seriano che hanno impensierito e non poco Consigli.

Colantuono cercava rapidità nella circolazione di palla, gli appoggi su Ceravolo potevano risultare più adatti per superare i macchinosi Sala, Garlini e Bergamelli ma nel primo tempo, diciamolo, ha trionfato Mondonico: Mingazzini e Previtali a uomo su Barreto e Carmona, Bonaventura relegato sulla fascia e Manfredini unico nerazzurro lasciato libero di impostare. Capolavoro.

Il vantaggio di Sala è stato casuale, il pareggio su rigore di Ceravolo solo un po’ più meritato visto che nei primi 45 minuti la gara è stata brutta e avarissima di emozioni. Poi c’è stato il riposo, nel chiuso dello spogliatoio qualcosa a livello nervoso dev’essere successo e la grinta nerazzurra della ripresa ha risolto tutto.

La coppia centrale di centrocampo è salita in cattedra, l’uscita di Bombardini ha spento le velleità dei seriani e dopo un episodio fortunatissimo (Manfredini andava cacciato per doppia ammonizione in occasione di quel fallo sul numero 10 dell’Albinoleffe) ecco la doppietta risolutiva di Ruopolo: 3-1 e tutti a casa.

Gli spunti positivi, nel giorno del derby, sono molti. Inanzitutto Ruopolo, appunto. E’ salito a quota 5 reti, lotta come un leone ed è quello che, rapportando rendimento e investimento fatto per portarlo a Bergamo, risulta essere il miglior attaccante di tutti. Senza se e senza ma: oggi, Ciccio da Caserta, è insostituibile.

Secondo aspetto, la rimonta riuscita. L’Atalanta, nelle prima 18 giornate di campionato era andata sotto in 4 occasioni: Siena, Novara, Empoli e Livorno. Aveva sempre perso, non era mai riuscita a segnare una rete e gli avversari avevano portato via il bottino pieno. Con l’Albinoleffe, a pochi giorni dal Natale, è arrivata quella risposta nervosa e di maturità che finalmente ha mostrato al pubblico una rimonta preziosa che infonde fiducia.

Arriviamo a Colantuono, alle sue scelte. Voleva aggirare l’avversario, ha scelto la stessa squadra di Portogruaro e ha vinto. Ha visto Manfredini a rischio rosso e lo ha tolto. Ha messo Tiribocchi per Ceravolo quando serviva un uomo di maggior peso e l’ha messo. Questa volta non ha sbagliato praticamente niente e il campo, la gestione del gruppo e delle motivazioni (non è facile tenere in panchina Raimondi, Basha, Pettinari, Tiribochci e Ferreira Pinto dal primo minuto) gli ha dato ragione.

Chiudo con la classifica. L’Atalanta ha vinto 11 partite su 19, come ho già scritto settimana scorsa ha l’unico problema di aver perso troppo e pareggiato poco ma è giusto dire che solo il Novara, pensando ai tre punti pieni conquistati, ha fatto meglio. Un esempio? Se a Siena e a Novara non fosse andata male (e le gare dimostrano che non parlo di aria fritta) oggi l’Atalanta sarebbe a due punti dalla capolista e davanti alla squadra di Conte di una lunghezza. Ha senso fischiare tutto questo?

Fabio Gennari

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