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Isola

Yara, ricerche nei serbatoi. Nessun pozzetto manomesso

Di Redazione9 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La condutture per la raccolta delle acque reflue

La condutture per la raccolta delle acque reflue

BREMBATE SOPRA — Trovare Yara là dentro, sempre che sia lì, non sarà per niente facile. Gli uomini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine che stanno cercando la ragazzina scomparsa il 26 novembre nelle vasche e nei serbatoi delle aziende di Brembate hanno di fronte a loro un compito arduo: scovare il corpo di una tredicenne minuta in una sistema di condutture lungo 165 chilometri.

E’ questa infatti la dimensione della rete idrica dell’Isola, gestita dalla società Hidrogest. Un enorme reticolo di canali e condutture porta e preleva acqua dai grandi serbatoi che al momento sono sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti e trascina dentro sé tutta l’acqua che incontra. La rete dispone tuttavia di un numero di pozzetti d’accesso molto più limitato. Punti d’accesso che, detto per inciso, vengono costantemente monitorati dagli addetti della Hidrogest.

Ebbene, secondo quanto appreso da Bergamosera attraverso una fonte autorevole dell’azienda, la rete idrica sarebbe stata ispezionata come da routine di recente e non avrebbe mostrato alcuna anomalia. “Nei giorni scorsi abbiamo ricontrollato tutti i pozzi d’accesso alla nostra rete idrica e non abbiamo rilevato alcun coperchio di pozzetto rimosso, forzato o manomesso” ha riferito la fonte.

Gli impianti di controllo della Hidrogest, ha spiegato la fonte, sono in grado di rilevare nelle condutture e nelle canalizzazioni della rete oggetti di dimensioni ridotte come sassi e pietre della grandezza di un pugno, per intenderci. Dai controlli effettuati nelle ultime settimane, assicurano dall’azienda, non sono emerse stranezze.

E altrettanto arduo potrebbe essere il compito dei carabinieri e della protezione civile che stanno scandagliando le rive del fiume Brembo. Il Brembo, tolta la diga di Ponte che non esiste più, non ha alcuno sbarramento fino alla centrale di Cassano d’Adda, spiegano gli esperti. Fatto salvo che non si incagli o finisca in una delle buche presenti in alcuni tratti del fiume, un corpo gettato nel fiume a Brembate Sopra potrebbe dunque proseguire la sua corsa ininterrottamente fino a Cassano. Soprattutto in un periodo di piogge e neve come quello delle scorse settimane. E sempre che la diga di Cassano, al momento del suo arrivo, sia chiusa.

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