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Bergamo

Sapore di anni Settanta: la PFM canta De Andrè al Teatro Creberg

Di Redazione9 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La PFM in concerto

La PFM in concerto

BERGAMO — Il 15 Dicembre al Teatro Creberg di Bergamo la Premiata Forneria Marconi canta i più grandi successi di Fabrizio De Andrè in un concerto diviso in due fasi sonore, due capitoli della sua storia musicale dedicati entrambi al cantautore ligure.

Il 1978 e il ‘79 furono gli anni dello storico tour Fabrizio De André – Premiata Forneria Marconi. Quello spettacolo diventò poi un doppio album, ancora oggi pietra miliare nella discografia della canzone d’autore italiana. Oggi, a distanza di trent’anni e dopo lo straordinario successo delle scorse tournée, PFM ha deciso di proporre le canzoni più significative di quell’evento in “PFM canta De Andrè e 35 e…un minuto”.

Gli arrangiamenti dei brani riletti dalla band, entrati ormai nell’immaginario collettivo, sono diventati per molti la versione ufficiale delle canzoni di Faber. “Bocca di rosa”,“Il pescatore”, “Un giudice”, “Giugno 73” sono l’esempio di come la poesia ed il rock possono fondersi in un abbraccio musicale forte, tanto che l’autore ha mantenuto quelle versioni in tutte le sue tournée successive. Le note sono le stesse e l’interpretazione immutata, proprio come la partitura di una grande opera di musica popolare consegnata al tempo.

Le voci di Franz Di Cioccio e Franco Mussida interpretano il ruolo del poeta, senza retorica di confronti, ma con la passione e l’ammirazione che si deve ad un maestro. “PFM canta De André” è un omaggio a Faber ed é il primo documento visivo di quelle canzoni per poter ascoltare, vedere e godere sotto il palco del vostro schermo.

Quando nel 1971 usci il primo 45 giri della Premiata Forneria Marconi, un suono nuovo percorse la penisola. Qualcosa di epico e nel contempo di ancestrale, riuscì a scuotere l’ascoltatore dal profondo, proiettandolo in un nuovo mondo musicale dove la canzone lasciava spazio agli strumenti, ai suoni e all’immaginazione. Con “Impressioni di Settembre” e “La carrozza di Hans” era nata una stella. La musica italiana cambiava passo e si affacciava nella grande avventura del rock progressivo.

Il suono della Premiata era, ed è tutt’oggi, un marchio di fabbrica, quasi a sottolineare quel lungo nome distintivo di una capacità artigiana nel concepire e trattare le note, la musica e gli arrangiamenti. Mai un disco uguale al precedente, ma una lunga evoluzione nel tempo a venire che cambiava insieme a mode e modi di suonare. La ricerca costante sostenuta dalla poliedricità dei linguaggi, ha spinto PFM a maturare uno stile inconfondibile, capace di far apprezzare la musica italiana in campo internazionale al di là della sua tradizione melodica. PFM è stata capace di affermarsi, e non solo entro i confini nazionali, misurandosi con i grandi nomi dell’epoca. La troviamo in classifica su Billboard, nei referendum dei migliori musicisti e gruppi, protagonista di una lunga serie di tour, concerti (quasi.5.000) e grandi eventi che l’ha portata sui palchi di tre continenti.

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