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Isola

Il super-esperto: fino a prova contraria Yara è viva

Di Redazione9 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gilberto Calderozzi

Gilberto Calderozzi

BREMBATE SOPRA — Un’altra giornata senza esito, ma le indagini sulla sparizione di Yara Gambirasio continuano. Intanto i luoghi della scomparsa sono stati ispezionati dal capo del servizio centrale operativo della polizia Gilberto Caldarozzi, che alla fine ha dichiarato che “la speranza di ritrovare viva Yara c’è sempre, si deve avere fiducia nelle indagini”.

Le indagini per il ritrovamento di Yara Gambirasio partono dal palazzetto dello sport ma si svolgono “a trecentosessanta gradi” e ci sono segnalazioni che gli investigatori “vagliano costantemente. C’è collaborazione”. Lo ha detto il direttore del Servizio di controllo operativo della Polizia, Gilberto Caldarozzi, che ha effettuato nel pomeriggio un sopralluogo presso il palazzetto dello sport di Brembate di Sopra, accompagnato dal questore di Bergamo, Enzo Ricciardi.

“Stiamo rivedendo la situazione – ha detto Caldarozzi – stamattina abbiamo fatto una riunione con l’arma dei carabinieri”. A chi gli ha chiesto se il cerchio si sta stringendo, il direttore dello Sco “non è il momento per dire questo. Lavoriamo a trecentosessanta gradi adesso”. E le ricerche si concentrano “dappertutto”.

Riguardo le sorti della tredicenne scomparsa, Caldarozzi ha osservato: “Fino a prova contraria è viva. E quindi andiamo avanti con attività serrata. Tutti i giorni – ha aggiunto – abbiamo riscontri. Tutti i giorni abbiamo situazioni che sono anche negative ma dobbiamo proseguire in questo senso. Prendiamo in considerazione tutte le testimonianze, le riscontriamo e su quelle che possiamo sviluppare proseguiamo”. Una frase sibillina che la dice lunga sulla quantità e la qualità delle prove finora in mano agli inquirenti.

L’attività di investigazione, si concentra anche sulla cerchia più stretta di amicizie e conoscenze di Yara “serve anche – ha spiegato il direttore dello Sco – per conoscere le situazioni e acquisire nuovi elementi sui quali indagare”.

“Per le indagini – ha aggiunto l’uomo che ha pianificato la cattura di Bernardo Provenzano – noi terremo in grande considerazione il lavoro dei carabinieri e batteremo tutte le piste. Non credo che la gente di Brembate Sopra non voglia parlare, dice quello che sa. Tanto è vero che delle segnalazioni stanno arrivando, dovremo capire quali possano essere utili alle indagini”.

Gli inquirenti hanno iniziato l’esame di tutte le utenze telefoniche che si sono connesse alla cella della zona del centro sportivo di Brembate Sopra (dove la ragazza è stata vista per l’ultima volta) prima, durante e dopo il momento della scomparsa. Sono poi state controllate le immagini delle telecamere della zona che però, come si sapeva, non dovrebbero dare risultati di grande rilievo. Anche perché delle 8 telecamere piazzate nella zona una sola era funzionante. Quella che puntava sul centro sportivo e sulla strada che la ragazzina avrebbe dovuto percorrere era saltata per un fulmine caduto in estate e non era stata riparata.

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