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Mercato atalantino: quali regali da Babbo Percassi?

Di Redazione6 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I vertici nerazzurri

I vertici nerazzurri

BERGAMO – Che Natale sarà, sotto l’albero nerazzurro? Babbo Percassi quali regali avrà in serbo per i tanti appassionati atalantini? Quando mancano meno di venti giorni alla festa forse più importante del calendario cattolico, i pensieri dei calciofili orobici sono molto probabilmente legati agli interventi da fare per avvicinare, un po’ di più, l’Unico Obiettivo.

Siamo alla vigilia di un periodo in cui nomi, voci e indiscrezioni si rincorrono. Pagine e pagine di scambi già fatti, di acquisti e cessioni che tutti commentano con entusiasmo. Le ultime due sessioni invernali a tinte orobiche hanno portato giocatori del calibro di Paolucci, Parravicini, Plasmati, Volpi. Attaccanti di grido come Amoruso e Chevanton.

Oggi, la storia cambia. Se qualcuno arriverà, non sarà perchè altre squadre hanno deciso di sbolognare contratti ingombranti o mal visti. Non sarà perchè a gennaio si compra per comprare.

Come succede dall’inizio della stagione, è probabile che ci sia un summit a stretto giro di posta tra i vertici societari per capire se e dove intervenire, chi comprare e come.

Antonio Percassi, Luca Percassi, Roberto Spagnolo, Gabriele Zamagna e Giuseppe Corti: sono loro i cinque uomini che decideranno se Antenucci o Cacia servono alla causa. Se ci sono altri nomi da portare a Bergamo, se il confronto quotidiano con Colantuono e le valutazioni tecniche e mentali del gruppo costringano a qualche movimento.

Mettiamo dei paletti. Punto primo: l’Atalanta è una delle poche società in Italia che può comprare, che ha disponibilità economiche e che nel nome dell’obiettivo finale può spendere.

Punto secondo: sarà la società nerazzurra a decidere quali obiettivi cercare di centrare e proverà a perseguirli con l’unico intento di alzare il livello qualitativo.

Punto terzo: ci sono equilibri, nello spogliatoio, che è bene non rovinare ma nello stesso tempo aumentare la concorrenza serve per tenere tutti sulla corda.

Punto quarto: già oggi, quando tutti stanno bene, ci sono scelte da fare e la gestione del gruppo deve essere condotta senza errori perchè ogni giocatore può essere importante per la causa.

Partendo da questi presupposti, non sono chissà quanti i movimenti possibili. L’attacco non sta rendendo come si pensava, Ardemagni è lontano parente del bomber conosciuto a Cittadella ma è stato pagato molto (4 milioni, contratto quadriennale da circa 400mila euro a stagione oltre a bonus legati ai gol) e c’è una scelta da fare: aspettarlo, facendogli sentire la fiducia oppure mandarlo a giocare? In questo caso, dove? Di rafforzare una diretta concorrente non se ne parla, ma il ragazzo accetterà di spostarsi magari dove si lotta per non retrocedere?

Oltre a Cacia(pista molto complicata vista la comproprietà tra Lecce e Piacenza) si parla molto di Antenucci, seconda punta del Catania che sembra vicinissimo. Tutto vero, perchè se l’Atalanta accelera chiude la trattativa ma servono almeno 3,5 milioni di euro ed un contratto lungo (tre anni) di buon livello (oggi il ragazzo guadagna 200.000 euro). Il Chievo lo vuole ma non spenderà quelle cifre, il Torino lo prenderebbe ma Cairo è nella bufera e forse pensa a vendere: nel giro di 10 giorni i contatti (già avvenuti) con l’agente Lionello Manfredonia devono portare ad una conclusione.

Sarà fumata bianca? E nel caso di arrivo, come verrà gestita l’abbondanza? L’unica prima punta vera in organico è Ruopolo, come la mettiamo con Tiribocchi e Doni? E’ vero che il Siena ha quattro punte di livello, però almeno tre (Calaiò, Mastronunzio e Reginaldo esterno) giocano sempre e qui succederebbe solo con il rombo.

Chiudo con una voce che dimostra fin troppo chiaramente come, in questo periodo, tutti provano a innescare colpi e cessioni. Luigi Giorgi, centrocampista esterno classe 1987 dell’Ascoli, sarebbe nelle mire di Atalanta, Torino e un paio di squadre di serie A. Logicamente parlando, la Dea non ha alcun bisogno del talentuoso giocatore marchigiano visto che ci sono Pettinari, Ferreira Pinto e Schelotto (in prospettiva).

Semmai, è al centro che si possono fare alcuni ragionamenti pensando a Barreto e Carmona e alle chiamate in nazionale. Come fanno ad uscire certe indiscrezioni? Semplice: l’Ascoli ha disperato bisogno di soldi, l’agente lo sa e puntualmente arrivano voci di interesse anche quando questo non ha nessun fondamento.

Fabio Gennari

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