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Il cugino del marocchino: é innocente al mille per cento

Di Redazione6 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

TREVISO — ”Conoscendo mio cugino, avrà detto ‘Allah mi protegga’ e non ‘Allah mi perdoni’. Hanno sbagliato a tradurre dall’intercettazione telefonica”. Lo ha detto all’Ansa Aberrazzaq, un cugino di Mohammed Fikri, il marocchino coinvolto nell’inchiesta per la scomparsa di Yara Gambirasio, residente nel Trevigiano.

L’uomo sottolinea che si tratta di ”un’esclamazione naturale quando si viene attaccati o ci si trova coinvolti in qualcosa di spiacevole”. “Ho visto mio cugino la sera di venerdì – ha detto Aberrazzaq – e mi ha accennato dell’interrogatorio dicendomi: mi hanno chiamato i carabinieri per la storia di una ragazza, ma prima avevano sentito il mio principale”.

Aberrazzaq riferisce che Fikri non viveva con lui, a Montebelluna, ma in appartamento con altri stranieri ed un altro cugino a Vallà di Riese Pio X (Treviso), località in cui vive anche il piccolo imprenditore edile per il quale Fikri avrebbe lavorato. Aberrazzaq è convinto dell’estraneità del cugino nella vicenda di Yara: ”E’ innocente, ne sono sicuro al mille per cento”.

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