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Isola

Yara: controlli alla cava di Colle Pedrino. I Ris cercano il cellulare nel centro commerciale

Di Redazione2 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La cava di Colle Pedrino (foto courtesy Legambiente)

La cava di Colle Pedrino (foto courtesy Legambiente)

BREMBATE SOPRA — Colle Pedrino. Ai più non dice nulla. Ai muratori ricorda una cava. Ai cronisti, una cava in cui spararono alla testa a un poveretto di Milano reo di aver toccato la donna sbagliata. Ora, lassù, i carabinieri stanno cercando qualche traccia di Yara, la ragazzina di 13 scomparsa ormai da 6 giorni.

Si tratta di un’enorme cava Italcementi da cui si estrae pietra calcarea. Da là, il materiale viene mandato allo stabilimento di Calusco d’Adda attraverso una galleria sotterranea lunga 10 chilometri che passa sotto il Monte Canto. Insomma, un posto tutt’altro che facile da controllare e in cui è abbastanza facile far sparire qualcosa o qualcuno.

Il nome di quel luogo è saltato fuori dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”. Un telespettatore riferiva di strani movimenti sabato e domenica di un furgoncino bianco nella cava a due passi dalla Roncola. Di per sé, un furgoncino bianco, magari di operai, lavoratori, muratori è quanto di più comune si possa trovare in una cava. Così com’è quanto di più comune si possa vedere in un paese ad alto tasso industriale come Brembate Sopra. Ma per scrupolo i carabinieri sono andati fin lassù a fare un controllo e hanno allargato le ricerche anche ad Almenno e alle zone limitrofe. Mentre la Protezione civile ha letteralmente diboscato le sterpaglie che corrono lungo il sedime ferroviario da Ponte a Mapello. Ma finora di Yara nessuna traccia.

Nel frattempo, sono spuntati alcuni particolari interessanti dal centro commerciale in costruzione sull’area dell’ex Sobea, al confine fra Mapello, Brembate e Locate. Ebbene, nei giorni scorsi il Ris (Reparto investigazioni scientifiche) dei Carabinieri aveva effettuato un primo controllo, sigillando un magazzino di una dozzina di metri quadrati al pianterreno dell’enorme centro commerciale in costruzione. Zona off limits per tutti e bocche cucite. E’ trapelato solo che lì, grazie al fiuto dei segugi, erano stati ritrovati elementi significativi che necessitavano di ulteriori indagini. Forse, ma non c’è ancora conferma, la ricerca di un cellulare. Se non altro perché l’ultima cella agganciata dal telefonino di Yara era quella di Mapello. E, guarda caso, l’antennone telefonico in questione è proprio a pochi metri dal centro commerciale.

Nel frattempo da questa mattina il quartier generale delle ricerche si è spostato dal parcheggio antistante il centro sportivo all’area della ex colonia elioterapica, in via Brembo.

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