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Mamme e Bimbi

Troppi grassi in gravidanza, danni per il feto

Di Redazione2 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cibo e gravidanza

Cibo e gravidanza

Difficile orientarsi in modo corretto sull’alimentazione in gravidanza. Sappiamo che è bene non accumulare troppi chili, che non bisogna eccedere con il consumo di grassi, ma per ora risposte precise riguardano solo i primati.

Alcuni ricercatori di Houston hanno notato come i primati in dolce attesa che consumavano una dieta molto ricca di grassi mostravano un’ alterazione di alcuni geni che regolano i ritmi circadiani. Il risultato? I bambini durante l’età dello sviluppo divenivano più inclini all’obesità ed erano più soggetti alle steatosi epatiche.

Lo studio, condotto dal Department of Obstetrics and Gynecology at Baylor College of Medicine, ha monitorato tre gruppi di macaco giapponese. Il primo gruppo è stato nutrito con una dieta al 12per cento di grassi (gruppo di controllo), un altro con il 35 per cento di grassi e l’ ultimo con una dieta ricca di grassi per cinque anni, poi è stato riportato alla dieta del gruppo di controllo.

Queste diete sono state seguite per tutto il periodo della gravidanza. La prole del gruppo alimentato con la dieta ad alto contenuto di grassi ha sviluppato steatosi epatica, modificazioni genetiche e ritmo circadiano alterato. In particolare, nel feto, sono stati modificati i geni del fegato deputati alla coordinazione di alcuni ritmi circadiani come quello dell’appetito e dell’assunzione di cibo.

“E’ nostra speranza che i nostri studi continueranno a guidare la ricerca volta a comprendere il ruolo fondamentale che gioca la salute materna sulla salute della generazione futura”- spiega Kjersti Aagaard-Tillery, autore dello studio.

Sappiamo che l’alimentazione della mamma possa incide sulla salute del piccolo, anche negli umani. Implicito, ma non scontato, che una dieta eccessivamente ricca di grassi possa nuocere a entrambi. In gravidanza, più che mai, è necessario seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata, magari facendosi aiutare da uno specialista, o chiedendo sempre consiglio al ginecologo.

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