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Politica

Fontana (Pdl): riforma Università epocale, osteggiata da vecchi volponi

Di Redazione1 dicembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gregorio Fontana, in piedi, col collega Giorgio Jannone

Gregorio Fontana, in piedi, col collega Giorgio Jannone

ROMA — “Finalmente, ora gli atenei italiani risaliranno la china nelle graduatorie internazionali”: non ha dubbi Gregorio Fontana, deputato bergamasco del Popolo della Libertà, dopo il voto alla Camera che ha approvato la riforma dell’Università proposta dal Ministro Gelmini.

“Si tratta di un risultato epocale – spiega Fontana – che porta l’Università italiana su un percorso indicato oltre sessant’anni fa da Luigi Einaudi e che oggi è osteggiata solo dai baroni e da gente annebbiata, a partire da quei politici che saltano sui tetti in Sessantotto al contrario nel quale i giovani si fanno abbindolare da vecchi volponi attenti solo ai loro interessi”.
 
La riforma del sistema universitario targata Gelmini è considerata un vero e proprio cambio di rotta rispetto allo stato attuale, che ha portato gli atenei italiani ai gradi più bassi rispetto a quelli del resto d’Europa e del Mondo. “Un’Università al passo coi tempi è la garanzia per poter recuperare terreno di fronte alla concorrenza di quei paesi che oggi ci stanno portando via importanti fette di mercato grazie anche al numero e alla qualità di laureati che sfornano ogni anno – argomenta Fontana – Non possiamo far finta che la Cina guadagni posizioni solo perché ha un basso costo del lavoro: oggi è un competitor pericoloso proprio per la forza del suo sistema dell’istruzione”.
 
Fra i punti qualificanti della riforma, il deputato del Popolo della Libertà sottolinea gli elementi più innovativi: “Vengono aboliti i concorsi, introducendo una nuova figura di giovani docenti, in prova per sei anni e poi confermati con criteri meritocratici: resteranno professori solo se avranno raggiunto risultati positivi nell’insegnamento e nella ricerca. Insomma, si crea spazio per i migliori, espellendo chi non è all’altezza”.

Vengono poi individuate nuove norme per il finanziamento degli atenei: “Parte del fondo di finanziamento ordinario viene erogato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei – spiega Fontana – Viene inoltre innovata la governance degli atenei, limitando l’autoreferenzialità dei professori. E nei consigli di amministrazione ci saranno membri non accademici”.
 
“I tagli tanto sbandierati da chi oggi salta sui tetti in una sbiadita e paradossale riedizione del Sessantotto, con i docenti e gli studenti di sinistra insieme contro il cambiamento, non esistono – afferma poi Fontana – Tremonti ha rifinanziato il sistema: i fondi sono 7,2 miliardi nel 2010, 6,9 nel 2011, gli stessi di tre anni fa”.
 
“L’augurio – conclude il deputato – è che i molti che stanno protestato possano leggere a fondo e con serenità la Riforma e coglierne gli elementi di positività. Ce ne sono tanti, e meritano di essere riconosciuti”.

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