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Bergamo

Dopo 10 anni assolto il “re delle televendite”

Di Redazione29 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un'aula di tribunale

Un'aula di tribunale

BERGAMO — Dieci anni di processo, 15 faldoni di atti processuali e quasi 26 milioni di euro di passivo. Sono i numeri del processo che si è tenuto davanti al tribunale di Mantova, in composizione collegiale, a carico un noto imprenditore bresciano R.Z. e amministratore della Zeta Line S.p.A.

L’uomo, soprannominato il “re delle televendite” e di materiale informatico, negli anni ’90 aveva costituito un vero e proprio impero al punto di arrivare a commercializzare le proprie campagne sui più noti circuiti televisi nazionali, fino a sponsorizzare le più note società calcistiche di quegli anni e non solo. L’accusa era pesante, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale pluriaggravata, per aver distratto, dissipato e occultato i beni facenti parte del patrimonio sociale, così da creare passività accertate per 26 milioni di euro.

Inoltre Z. era accusato di aver sottratto e distrutto (in tutto o in parte) i libri e le altre scritture contabili della società da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della medesima.

L’uomo si è sempre professato innocente, difendendo il suo operato come amministratore per tutelare la propria immagine d’imprenditore corretto e leale nei rapporti con i terzi. E così il 25 novembre scorso il Tribunale di Mantova, dopo una sofferta camera di consiglio, ha pronunciato sentenza di assoluzione a favore di R.Z. “per non aver commesso il fatto”.

In fase dibattimentale l’imputato è stato assistito dagli avvocati bergamaschi Cesare Di Cintio e Pietro Ferrari dell’omonimo studio, i quali sono riusciti nel corso del processo a smontare il castello accusatorio costruito dalla Procura e a dimostrare l’innocenza di R.Z.

La società, con sede in Castiglione delle Stiviere, secondo la difesa era fallita per causa di una gestione errata e non perché erano stati sottratti soldi.

«Per il nostro studio è un risultato di grande prestigio – ha detto l’avvocato Di Cintio – frutto del lavoro d’intensi mesi da parte di tutto il team. Si trattava di un processo molto delicato. L’imputazione prevedeva il carcere fino a sette anni. La pratica del cliente in oggetto è stato frutto di diversi confronti professionali che ha arricchito ulteriormente il nostro bagaglio lavorativo”.

“Sono contento per il sig. R.Z., perchè l’aspettativa della pena era molto alta – ha aggiunto l’avvocato Ferrari – Ora il nostro cliente potrà finalmente ricominciare a svolgere attività imprenditoriale con la massima serenità, anche perchè la pronuncia del tribunale di Mantova rappresenta un’evidente riabilitazione a livello professionale del nostro cliente che negli ultimi anni era stato emarginato dal mondo dell’imprenditoria”.

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