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Politica

Benigni: a Bergamo nessuno di Giovane Italia è passato col Fli

Di Redazione29 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Benigni

Stefano Benigni

BERGAMO — “Da Bergamo siamo venuti in tanti proprio perché crediamo fortemente, oggi come non mai, di dover restare uniti e di dover fare da scudo ai continui e seccanti attacchi rivolti al nostro partito e al nostro Presidente, Silvio Berlusconi”. Lo ha detto il coordinatore della Giovane Italia Bergamo Stefano Benigni, al primo convegno regionale del movimento giovanile del Pdl che si è tenuto sabato a Milano.

Un incontro per ribadire il sostegno al premier Berlusconi e al ministro Gelmini, impegnata in una dura battaglia per riformare il sistema dell’istruzione italiana. Al convegno hanno preso parte la Gelmini e il coordinatore regionale del PdL Guido Podestà. Oltre 200 i partecipanti, di cui 30 bergamaschi.

Durante l’incontro sono piovute accuse nei confronti dei giovani finiani: “Consideriamo vergognoso l’atteggiamento di alcuni dei più alti dirigenti della Giovane Italia che, attirati da chissà quali favori o promesse, hanno commesso un imperdonabile peccato d’ingratitudine, passando con Fini e tradendo così la fiducia di chi (come noi) aveva creduto in loro”. Un tradimento che, secondo i piedillini, non si ferma all’abbandono del partito, ma va ben oltre, e coinvolge l’incoerenza rispetto ai valori fondanti, a significare che i finiani, ormai, non fanno più parte nemmeno della cultura del Centrodestra: “Si tratta d’un peccato commesso calpestando i propri valori, le proprie idee ed addirittura le proprie parole” attacca Benigni.

“Sono fiero di poter dire che a Bergamo nessun ragazzo della Giovane Italia è passato a Futuro e Libertà. Anzi, siamo ancora più convinti e determinati ad andare avanti perché il futuro è nostro ed è tutto all’interno del Popolo della Libertà”.

Pieno sostegno al Ministro Gelmini invece sul fronte università: “Stanno cercando di fermare ad ogni costo una riforma che non solo è necessaria per rinnovare il sistema universitario italiano ma soprattutto è indispensabile per rilanciare il nostro paese – spiega Benigni – Invece per la Sinistra, e inspiegabilmente anche per i finiani, il concetto di migliorare la governance non esiste, il concetto di eliminare i privilegi dei baroni non esiste, il concetto di premiare il merito non esiste. Loro sono quelli delle manifestazioni violente, loro sono quelli delle occupazioni degli istituti scolastici e sono quelli capaci di utilizzare soltanto vecchi slogan come pretesto per creare disordine e impedire al Governo di continuare a lavorare”.

“Altro che occupazione dei tetti delle università – ha concluso Benigni – noi stiamo con la maggioranza silenziosa degli studenti. Chi oggi vuole rifare il ’68 non è che qualche anziano nostalgico alla Bersani incapace di guardare al futuro e di proporre nuove soluzioni”.

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