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Prima periferia

Frattini, doccia fredda per i lavoratori: 88 in mobilità

Di Redazione24 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Frattini di Seriate

La Frattini di Seriate

SERIATE — Mobilità per tutti e 88 i lavoratori della Frattini spa. Nonostante le lotte e un presidio che dura da oltre un anno davanti ai cancelli della fabbrica metalmeccanica di Seriate, che nei tempi d’oro produceva macchine per la deformazione di contenitori cilindrici ed occupava 192 persone, è arrivata la doccia fredda.

La vicenda è annosa. Il 4 giugno 2009, dopo essere stata travolta dalla crisi, aveva presentato al Tribunale di Bergamo domanda di concordato preventivo (con richiesta di esercizio provvisorio fino al 31 agosto 2009). Nell’azienda era già in corso (per circa 120 lavoratori) una cassa integrazione ordinaria a rotazione. Da lunedì 12 ottobre 2009 è allestito un presidio permanente.

In questi mesi una parte di lavoratori è stata riassunta da Frattini Tech, la cosiddetta cessionaria del ramo d’azienda Metal Container, mentre per gli 88 lavoratori rimasti senza prospettive è attiva una cassa integrazione straordinaria che terminerà il 26 gennaio 2011. Questa mattina è arrivata la notizia dell’apertura della procedura di mobilità per tutti gli 88.

“Ci aspettavamo, ce l’avevano fatto credere, una soluzione che garantisse l’occupazione anche per la novantina di lavoratori in forza che non erano stati ricollocati in Frattini Tech, azienda frutto della cessione del cosiddetto ramo d’azienda” spiega Margherita Dozzi della Fiom-Cgil di Bergamo.

“La doccia fredda di oggi conferma l’incapacità del liquidatore di vendere il ramo rimanente conto terzi: tutto questo convalida quanto sostenuto da mesi dalla Fiom rispetto alla cessione impropria del primo ramo d’azienda diventato Frattini Tech. Abbiamo sempre avuto il sospetto che quanto non venduto subito fosse destinato a non esserlo mai, svuotato, nel tempo, della capacità produttiva e d’innovazione. Si è puntato, sin dall’inizio, sul ramo venduto facendoci credere che la Frattini fosse divisibile in rami d’azienda: questo per noi non è mai stato credibile, perché riteniamo che il cuore dell’attività Frattini sia stato svenduto nella prima operazione di cessione”.

“Ora, dall’annuncio dell’apertura della procedura di mobilità di oggi abbiamo tempo 75 giorni, come prevede la legge, per convincere il liquidatore a ritirare i licenziamenti e ad utilizzare la cassa integrazione in deroga per cercare attivamente prospettive occupazionali per gli 88 lavoratori coinvolti”.

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