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Prima periferia

Dalmine, stop alle gite: il Circolo didattico sfida il Comune

Di Redazione24 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gite sospese a Dalmine

Gite sospese a Dalmine

DALMINE — Visite d’istruzione sospese, attività didattiche troncate. E’ guerra aperta fra il Circolo didattico di Dalmine e l’amministrazione comunale. Un contrasto che rischia di avere una sola vittima: gli alunni delle scuole statali dell’infanzia e primaria. Proprio quelli le cui famiglie nei giorni scorsi si sono viste recapitare una lettera aperta che informava della decisione, assunta dal collegio docenti della Direzione Didattica, di sospendere visite e viaggi di istruzione dal 1° gennaio nonché le uscite didattiche sul territorio già da novembre.

La decisione, recitava il documento, è stata presa a causa delle “sempre più difficili condizioni di lavoro e dei ristretti spazi di autonomia nell’organizzazione scolastica che si sono venuti a creare per il corrente anno scolastico, in relazione ai provvedimenti del Governo e delle Amministrazioni Scolastiche ai diversi livelli”.

Un colpo per l’offerta formativa dei ragazzi privata, salvo ripensamenti, di una parte importante del programma educativo: “Sono colpito, e francamente anche un po’ amareggiato, per la scelta e per i modi in cui è stata presentata alla comunità – dichiara l’assessore alla Pubblica Istruzione, Gianluca Iodice – Anzitutto, perché è una strada che, da una prima verifica, è stata imboccata solo dal Circolo didattico di Dalmine, mentre negli altri comuni la protesta ha assunto tipologie meno drastiche. In secondo luogo perché non è stato individuato nessun momento per condividere con la cittadinanza e alle altre agenzie educative del territorio la decisione, quantomeno comunicandola con qualcosa di più di una lettera”.

Una cosa è certa: l’impatto negativo sulle attività delle scuole sul territorio, il cui blocco ha decorrenza immediata: “Viene ghigliottinata la parte più qualificante degli sforzi dell’amministrazione comunale per le scuole – spiega Iodice –. Da assessore all’istruzione di Dalmine, mi dispiace che vengano cancellati i progetti di promozione alla lettura e di promozione allo sport. Da presidente del Sistema bibliotecario intercomunale, sono fortemente preoccupato delle conseguenze sulla rassegna Fare Scena, che porta gli studenti delle nostre scuole a teatro. L’anno passato, oltre un terzo degli 8 mila partecipanti provenivano proprio da Dalmine”.

Un duro colpo quindi per l’amministrazione comunale, da tempo all’opera per promuovere sul territorio i progetti di promozione alla lettura, di promozione sportiva, del “Teatro Ragazzi” e dei “Percorsi di lettura”. Ma la prima vittima di questa scelta è stata l’Unione Ciechi e Ipovedenti, con la quale era stata organizzata da tempo una mostra tattile rivolta in particolare agli alunni. Le visite (con guide non vedenti o ipovedenti) erano state già organizzate, i trasporti già prenotati: “La cancellazione – sottolinea l’assessore – è arrivata con una semplice mail e centinaia di ragazzi hanno perso un’importante occasione. Il sindaco e io abbiamo inviato una lettera al dirigente, invitandolo a tentare di salvare almeno quest’iniziativa, ma ad oggi non abbiamo avuto ancora risposte”.

Sono quindi molte le iniziative dal futuro incerto, a discapito dei tanti sforzi fatti per sensibilizzare alla buona abitudine di andare a teatro o di frequentare la biblioteca civica di Dalmine con la sua sezione ragazzi, in cui opera personale specializzato, e sulla cui promozione il comune sta puntando parecchio. Senza contare che i più penalizzati sono i bambini che per condizioni familiari e di disagio in genere, non hanno altra occasione di accedere ai momenti formativi particolari e per i quali la biblioteca, il teatro, lo sport sono occasioni ed esperienze che solo la scuola può offrire.

“Il Comune investe denaro dei cittadini per pagare i trasporti per le uscite didattiche: questi soldi saranno irrimediabilmente persi per la scuola dell’infanzia statale e la scuola primaria. – commenta Iodice –. Proveremo a trovare modalità alternative perché non vengano perse le attività essenziali, magari in collaborazione con i genitori. Certo, si poteva evitare questa situazione circoscrivendo diversamente il blocco e, senza dubbio, interloquendo con i rappresentanti del territorio, a partire dal Comune. In generale – conclude – ritengo che si tratti di un’occasione persa nello sforzo di migliorare la qualità della scuola sul territorio di Dalmine. Non entro nel merito della protesta, mi pare però assurdo che debbano sempre pagare gli studenti”.

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