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Politica

Gioventù di Destra pronta a entrare nel Pdl

Di Redazione22 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il gazebo di Gioventù di Destra

Il gazebo di Gioventù di Destra

URGNANO — Non tutta la destra sta con Fini, anzi. A quanto pare sono le fila del Popolo della Libertà che vanno allargandosi, almeno in Bergamasca. Gioventù di Destra, lista civica che alle scorse elezioni comunali di Urgnano ha portato a casa quasi 500 voti, attestandosi al 9 per cento, guarda con favore al partito guidato dal premier Berlusconi.

A confermarlo, le dichiarazioni del leader della formazione locale e provinciale, Fabio Ambrosini, che nei giorni scorsi insieme ad alcuni giovani ha dato vita a un gazebo che, a dispetto della pioggia, ha raccolto numerose adesioni. “Ci sono stati già vari incontri con alcuni eletti provinciali del Pdl, e tutti hanno avuto riscontri positivi – spiega Ambrosini –. Entrare nel partito sarebbe l’esito naturale del nostro percorso politico: condividiamo i valori del Centrodestra, l’ingresso non farebbe che esaltare ciò in cui crediamo. Al contrario di quel che alcuni pensano, per chi è di destra Futuro e Libertà invece non è un’opzione percorribile”.

Da alcuni mesi Gioventù di Destra ha aperto un canale di dialogo con il vicecapogruppo del Pdl in Consiglio Provinciale Alessandro Sorte, anch’egli presente al gazebo di Urgnano: “L’interesse di Gioventù di Destra è l’ennesima conferma del ruolo di aggregatore plurale di esperienze di qualità che il Pdl è in grado di svolgere” spiega Sorte.

“Con grande disappunto di chi vorrebbe vedere il partito sfaldarsi, continuiamo ad accogliere persone capaci di portare buone idee. D’altro canto, non vedo come chi fa riferimento a valori di Centrodestra possa guardare altrove: noi siamo il bastione di quest’area politica, e continueremo a difendere senza compromessi punti saldi quali lotta all’immigrazione clandestina, repressione della criminalità organizzata, sostegno all’economia e al lavoro contro l’assistenzialismo, federalismo e contenimento della spesa pubblica”, conclude il pidiellino.

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