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Editoriali Politica

Pdl, oscuri presagi sul congresso di dicembre

Di Redazione18 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'attuale coordinatore del Pdl di Bergamo Carlo Saffioti

L'attuale coordinatore del Pdl di Bergamo Carlo Saffioti

Non c’è certezza sui candidati. Non c’è certezza sul congresso unitario e tanto meno sul congresso stesso. E’ un marasma in divenire il Popolo della Libertà di Bergamo. Le consultazioni sotterranee dei vari gruppi proseguono a spron battuto. Ma pare che il fiorire di manovre segrete non abbia ancora portato alla quadratura del cerchio e tutto sia, più che mai, in alto mare.

L’unica certezza è che Marco Pagnoncelli si è candidato ufficialmente alla guida del partito. Tutto il resto, finora, è aleatorio. Nel senso che la partecipazione alla gara congressuale dell’attuale coordinatore Carlo Saffioti, pur paventata e data quasi per certa, non è stata ancora ufficializzata. Il che può significare due cose. La prima: Saffioti si sta muovendo per riaggregare un’area che in passato gli ha fatto da spalla e non c’è ancora riuscito, quindi prende tempo, per poi trattare un eventuale congresso unitario con Pagnoncelli. La seconda: che avendo ben presente la situazione politica, locale e nazionale, il coordinatore tenda a spostare il congresso a tempi più favorevoli.

La possibilità di un congresso unitario pare, invero, assai remota. Parentesi per i meno avvezzi al linguaggio politico da prima repubblica: cosa significa unitario? Vuol dire che i due candidati Pagnoncelli e Saffioti fanno un passo indietro e si accordano su un terzo uomo, che va bene a entrambi. Una situazione che avvantaggerebbe Saffioti, in questo momento con minori chances di riconferma. Un’ipotesi che Pagnoncelli, numeri alla mano, difficilmente accetterà se non per qualche motivo al momento sconosciuto.

A dire il vero, l’ipotesi “unitario” è già stata sondata. Un terzo uomo autorevole, per traghettare il partito al vero e proprio congresso dell’estate prossima, ci sarebbe. Ma non è gradito a uno dei gruppi che regnano nel Pdl: Comunione e Liberazione. Quindi siamo punto e accapo. Sperare poi che Pagnoncelli ritiri la sua candidatura, a un passo dalla riscossa politica nei confronti del rivale, è una pia illusione. In aiuto di Saffioti, tuttavia, potrebbe venire un quadro politico nazionale in via di complicazione.

Fino al 14 dicembre, giorno in cui Berlusconi si presenterà alla camere per la fiducia, dentro il Pdl non si muoverà una foglia. E d’altronde non avrebbe alcun senso convocare un congresso a Bergamo nel pieno di una crisi di governo a Roma. Quindi, comunque vada in parlamento, il congresso bergamasco slitterà quantomeno a gennaio. Ma di lì alle elezioni politiche ipotizzate per il 27 marzo ci sono solo due mesi, che saranno di campagna elettorale furibonda. E certo non ci sarà spazio per congressi di sorta.

Dunque, il rischio concreto è che il “congressino” – in cui votano solo gli eletti – alla fine non si faccia. E che tutto resti immutato almeno fino all’estate prossima. Con un’aggravante: che nella situazione attuale il Pdl bergamasco rischia di perdere ulteriore consenso nei confronti della Lega. I sondaggi dicono 4-5 punti ancora. Il che porterebbe il partito di Berlusconi sotto il 20 per cento in Bergamasca. A quel punto servirebbe una totale rifondazione del partito, con prospettive politiche totalmente diverse dalle attuali.

Wainer Preda

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