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Politica

La Lega accusa: vogliono trasformare Albino nella Mecca

Di Redazione17 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Lega non vuole moschee o pseudo-tali ad Albino

La Lega non vuole moschee o pseudo-tali ad Albino

ALBINO — “Vogliono che Albino diventi La Mecca della Valseriana fregandosene della cittadinanza. La Lega non ci sta!”. lo ha detto il segretario della Lega Nord di Albino Manuel Piccinini, inorridito dalla possibilità che per il secondo anno consecutivo il palazzetto dello sport del paese diventi teatro di manifestazioni islamiche, trasformandosi in moschea.

“La Lega Nord di Albino-Albì ribadisce il suo no a qualsiasi utilizzo di spazi e proprietà comunali per manifestazioni islamiche – precisa il leghista – Albino sta diventando La Mecca della Valle Seriana. E’ il secondo anno che la Giunta Comunale concede l’utilizzo di spazi di proprietà comunale al Centro culturale islamico Valle Seriana per celebrare la festa del sacrificio fregandosene dell’opinione della cittadinanza e senza nemmeno informare interpellare i gruppi consiliari di minoranza, rivestendo, altresì, il ruolo di portavoce (tramite il vicesindaco Gualini) delle pretese del Centro islamico presso l’Assemblea dei sindaci della Valle Seriana (ora Società dei Servizi Valle Seriana)”.

I leghisti proprio non ci stanno. “La Costituzione parla chiaro – prosegue il segretario Lumbard di Albino- libera Chiesa in libero Stato. Ed attorno ad esso si è costruito un sistema giuridico di rispetto e di complementarità tra la sfera civile e la sfera religiosa, ciò non è valido per la religione islamica. La visione politica, religiosa e culturale è indistinta nell’Islam. La conduzione di una comunità, da parte degli imam, non separa le responsabilità amministrative e politiche da quelle religiose e culturali e fin quando questa mancanza di divisione di sfera politica da quella religiosa il dialogo ed il confronto non può esserci”.

I lumbard hanno un diavolo per capello: in senso metaforico, precisiamo, viste le tematiche. “Pochi decenni fa nella nostra città avevamo a che fare con i musulmani, oggi invece abbiamo a che fare con l’Islam. Non è una differenza da poco: oggi nella nostra valle ci sono comunità islamiche molto numerose che rivendicano a vari livelli il mantenimento di una loro identità culturale contrapponendosi totalmente alla nostra. Non è possibile venire incontro a chi non adotta criteri di reciprocità, a chi all’estero non riconosce i nostri diritti ed attacca i cattolici fino alla loro crocifissione”.

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