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Prima periferia

Crac Finabo: decine di bergamaschi fra le 1300 vittime

Di Redazione17 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Molti bergamaschi hanno perso i loro risparmi

Molti bergamaschi hanno perso i loro risparmi

BERGAMO — Promettevano ai risparmiatori interessi elevati. Ma secondo le indagini quei soldi erano proventi di conti correnti illeciti, non registrati sulla contabilità della società quindi in nero. Ci sono anche decine di bergamaschi fra le vittime del crac della Finabo, la società finanziaria che aveva una filiale anche a Ranica.

Il fallimento ha mandato in fumo i risparmi di oltre 1.300 investitori. Intanto la Procura di Roma ha emesso due mandati di arresto per i dirigenti della società: l’amministratore Giuseppe Camarotto e il socio di maggioranza Franco Bonaccorso (irreperibile).

I reati ipotizzati dai pm sono bancarotta fraudolenta, attività bancaria e finanziaria abusiva e alcuni episodi di usura. Non solo. Secondo l’accusa, la Finabo avrebbe anche “scontato” assegni a piccoli imprenditori che, in cambio di denaro contante, pagavano interessi mensili dal 5 al 18 per cento.

Il fallimento, da 100 milioni di euro, risale al 2009. Le indagini svolte dalla Guardia di finanza hanno accertato che la finanziaria agiva come una vera e propria banca. Raccoglieva i risparmi degli investitori offrendo interessi dal 4 al 14 per cento su tutto il territorio nazionale, con filiali locali. Ma gli interessi pagati erano frutto di contabilità in nero.

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