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Coldiretti: piogge incubo per l’agricoltura

Di Redazione16 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il maltempo sta mettendo in difficoltà l'agricoltura

Il maltempo sta mettendo in difficoltà l'agricoltura

BERGAMO — “Le abbondanti piogge di questo periodo stanno diventando un incubo per il settore agricolo”. L’allarme arriva dalla Coldiretti di Bergamo secondo cui le forti e continue precipitazioni stanno ritardando i lavori di preparazione del terreno per le semine dei cereali (come frumento, orzo e segale) e degli erbai autunno-invernali.

Secondo gli agricoltori, anche le verdure, sia in tunnel che in pieno campo, risentirebbero di questo andamento climatico anomalo. La forte umidità, abbinata alle non basse temperature, facilita l’insorgenza di malattie fungine (soprattutto per le insalate). Poiché i terreni sono intrisi di acqua, anche le operazioni di raccolta sono difficoltose.

“Inoltre – sostengono dalla Coldiretti – le copiose piogge e i campi impraticabili non hanno potuto svuotare le vasche dei liquami zootecnici prima dell’entrata in vigore del divieto di spandimento invernale”. La normativa regionale prevede infatti che i reflui zootecnici possano essere utilizzati come fertilizzanti e distribuiti sui terreni prima di novembre. Ma a quanto pare Giove pluvio lo ha impedito, sostengono.

Gli allevatori dunque si trovano con le fosse piene in un periodo in cui non possono svuotare. Raccogliendo la richiesta avanzata dalla Coldiretti, il Prefetto di Bergamo ha autorizzato i sindaci, in caso di emergenza, ad adottare apposite ordinanze che autorizzino gli spandimenti dei reflui, in deroga al regolamento regionale, in modo da evitare la loro fuoriuscita dalle vasche di contenimento e tutti i problemi igienico-sanitari che ne deriverebbero.

“Purtroppo – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Giancarlo Colombi – appena piove un po’ più del normale il territorio, anche nella pianura, entra in crisi con allagamenti e difficoltà a smaltire le acque. La Coldiretti valuta che il 70 per cento dei Comuni italiani sia a rischio. A questa elevata percentuale non è certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la Lombardia (cinque milioni di ettari) è stato sottratto all’agricoltura, con un calo della terra coltivabile del 27 per cento negli ultimi 40 anni”.

Il “consumo” indiscriminato di terreno, dicono dalla Coldiretti, è imputabile ad usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali non sempre necessari. Occorre inoltre considerare lo stato di abbandono in cui versano molte zone marginali che non sono più interessate da alcun tipo di manutenzione.

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