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Politica

Belotti replica al Tg1: il nuovo ospedale non è un “buco nero” come al Sud

Di Redazione15 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il nuovo ospedale di Bergamo

Il nuovo ospedale di Bergamo

BERGAMO– Nell’edizione del Tg1 delle 20 di ieri, domenica 14 novembre, è andato in onda un servizio sull’ospedale nuovo di Bergamo. Un servizio in cui venivano sottolineati il ritardo dei lavori, le infiltrazioni d’acqua e la mancanza del sottopasso ferroviario. Ebbene, l’assessore regionale al Territorio, il leghista Daniele Belotti ha preso carta e penna e risposto punto per punto a quanto diceva il servizio.

La lettera di protesta è indirizzata al direttore Augusto Minzolini. E recita: “Il servizio enfatizzava quegli aspetti per far trasparire l’approssimazione nella scelta da parte degli amministratori locali di un luogo a rischio allagamento nonchè l’incapacità dei progettisti e delle imprese costruttrici – sostiene Belotti – visto che non appena emersa la notizia delle infiltrazioni alla Torre Cinque dell’Ospedale, il sottoscritto insieme all’assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi, in qualità di referenti del Tavolo Territoriale di Bergamo, hanno organizzato un sopralluogo, che si è tenuto lo scorso 1 ottobre, alla presenza dei tecnici e della stampa”

“Da informazioni raccolte anche la troupe del Tg1 ha potuto visionare i locali oggetto delle infiltrazioni, immagini che però non sono state trasmesse nel servizio considerato che gli allagamenti e le infiltrazioni d’acqua, che nel servizio si dice siano state rilevate nei seminterrati della Torre Cinque, “all’ingresso principale della nuova struttura” – e che peraltro non sono testimoniate da alcuna immagine, sono, a differenza di quanto sostenuto dal vostro giornalista, solo delle infiltrazioni di umidità all’interno di una cabina elettrica e costituiscono peraltro un problema di agevole risoluzione”.

“Il nuovo ospedale – continua l’assessore – rappresenta l’opera pubblica più importante realizzata nel bergamasco dal dopoguerra ad oggi, un’opera che fino a un paio di mesi fa aveva rispettato il crono programma prefissato e la cui conclusione slitta di soli 6/7 mesi;
la realizzazione del Beato Giovanni XXIII ha visto la partecipazione e la collaborazione proficua del Governo, dell’amministrazione regionale e di quelle che si sono succedute negli anni, di diverso colore, tanto in Provincia quanto in Comune”.

“In merito ai costi a metro quadro – continua Belotti – il Nuovo Ospedale di Bergamo, che è praticamente in fase di collaudo, pur essendo una struttura d’eccellenza può vantare un costo di soli 1.050,00 €/mq, a fronte di un costo medio per costruzioni analoghe in Lombardia pari a 1.800 €/mq e in altre regioni addirittura di 8-10.000,00 €/mq”.

“Inoltre l’ingresso dal lato di via King, ovvero la via attraversata dalla ferrovia, cui si fa riferimento nel servizio e che, in mancanza di sottopassaggio, impedirebbe, a passaggio livello chiuso, l’accesso all’ospedale è un ingresso secondario. Quello principale e quello del Pronto soccorso, infatti, sono accessibili dall’asse interurbano, una strada a largo scorrimento; a questo proposito, va sottolineato che la scelta di localizzare l’ospedale nella zona sud della città è stata fatta proprio in ragione della facilità di accesso all’area, previa visione di un approfondito studio geologico”.

Poi la stoccata: “Il sottoscritto assessore regionale esprime la sua protesta per il servizio andato in onda che travisa la realtà facendo passare un ospedale di così alto livello, orgoglio di tutti i bergamaschi, che costituirà un’autentica eccellenza non solo per la sanità lombarda e italiana, ma anche internazionale, possa essere anche solo lontanamente paragonato alle tante cattedrali nel deserto, nonchè pozzi senza fondo, di cui l’Italia, soprattutto meridionale, è piena (qualche esempio per tutti: l’ospedale fantasma di Pizzo Calabro, mai inaugurato, dove gli ascensori sono così minuscoli da che le lettighe non entrano, l’ospedale di Cagliari, che avrebbe dovuto avere, sulla carta, di 1.040 posti letto, mentre ne ospita solo un centinaio e l’ospedale di Turi, nel Barese, che, nato come centro per curare le tossicodipendenze, è diventato, esso stesso, regno di spacciatori e drogati; quello di Vico del Gargano, in provincia di Foggia, che è stato inaugurato 11 volte e non è mai entrato in funzione)”.

Belotti, come molti altri a dire il vero, si chiede “i motivi per cui non sono state trasmesse le immagini dei sotterranei che risulterebbero allagati; che venga trasmesso un altro servizio giornalistico, nel quale venga riportata con correttezza la reale situazione del cantiere dell’ospedale nuovo” e auspica “che la medesima troupe del Tg1 possa predisporre, nei prossimi mesi, il servizio della cerimonia d’inaugurazione di quello che sarà il più bell’ospedale d’Italia”.

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