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Atalanta, Spagnolo è durissimo: vergogna

Di Redazione13 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Spagnolo

Roberto Spagnolo

EMPOLI – “Un’Atalanta bruttissima, c’è da vergognarsi”. Basterebbero queste parole, espresse nell’immediato dopo gara dello stadio Castellani di Empoli da Roberto Spagnolo, per fotografare i nervi tesissimi che contraddistinguono l’ambiente atalantino dopo la figuraccia in terra toscana.

Ai microfoni dei pochi giornalisti bergamaschi presenti, tra cui il nostro Fabio Gennari, si è presentato soltanto il direttore generale nerazzurro: giocatori e tecnico non sono venuti, nessuno dei protagonisti ha commentato il 3-0 conquistato dalla squadra di Aglietti.

Incalzato dai cronisti, Spagnolo ha risposto senza alcuna esitazione e dalle sue parole l’amarezza della società è parsa fin troppo evidente: non sono esclusi, nei prossimi giorni, provvedimenti particolari per cercare di scuotere un gruppo che, mentalmente, dimostra preoccupanti cali di tensione.

Roberto Spagnolo, che Atalanta ha visto?

Bruttissima. C’è da vergognarsi. E’ inutile girarci attorno, si è parlato spesso di una squadra forte ma credo che certe cose vadano dimostrate sull’erba, in campo durante le partite. Oggi abbiamo dimostrato di essere tutt’altro che una squadra forte.

Come si spiega un simile tonfo? Squadra rilassata dopo tre vittorie consecutive?

Questo non voglio nemmeno pensarlo. Dobbiamo rivederci, guardarci in faccia negli spogliatoi e capire cosa succede. Sicuramente, qualcosa bisogna fare perchè certe figure non vogliamo andare a farle: ripeto, c’è da vergognarsi. L’Empoli è una buona squadra, non voglio parlare di atteggiamento perchè non sarei corretto con i giocatori ma questo approccio alla partita non è stato in linea con quanto ci aspettavamo.

Possiamo dire che non si salva niente?

Assolutamente nulla. Siamo tutti sulla stessa barca, la società ci mette la faccia e non racconta bugie: sono qui per questo, abbiamo fatto una figuraccia.

La sua presenza, e non quella del mister o dei giocatori, è sintomo che la società prenderà dei provvedimenti magari come quello del ritiro anticipato?

E’ prematuro parlare di queste cose ora. Sono venuto io perchè qualsiasi altra persona, che non sia il direttore generale, avrebbe dovuto dire delle bugie. Io non sono abituato a farlo, dico quello che ho visto e penso che sia importante che tutti lo sappiano. Credo che al di là della figura e del risultato, abbiamo a che fare con dei professionisti e quindi i primi dispiaciuti credo siano loro. Dopo Piacenza ho detto che i bonus erano finiti lo ribadisco ma finchè ce lo diciamo noi è una cosa: qualcuno deve rendersi conto di questo, se vogliamo fare quello per cui siamo pagati al meglio.

Con il Crotone ci saranno tre assenze pesanti, che risposta vi aspettate?

Sono convinto che la rosa costruita ha le alternative, mi aspetto una reazione e questi ragazzi hanno tutte le possibilità per farlo. Ribadisco: oggi è stata una cosa vergognosa.

Lei che lo ha visto, qual’è lo stato d’animo del presidente Percassi?

Credo che andare in giro per l’Italia a fare simili figure non sia nel carattere della proprietà: l’umore non è dei migliori.

Nell’intervallo siete scesi nello spogliatoio per strigliare i giocatori?

Non è compito nostro, ma del tecnico e del suo staff. Siamo sempre vicini, in ogni partita, al gruppo e capiamo come vanno le cose ma io non posso pensare che questa sia la vera Atalanta: venivamo da tre vittorie belle e importanti, è un fatto mentale

La società, cosa può fare?

Siamo sempre presenti, mettiamo a disposizione del gruppo e dell’allenatore tutto quello che serve e di cui c’è bisogno: chi va in campo deve capire che si è grandi sull’erba, non fuori.

Contro le grandi della B, non si è mai vinto: che problema c’è?

Se non riesci a fare risultato con altre compagini costruite per salire in serie A, è ovvio che qualche problema c’è. Rabbia, amarezza e vergogna a parte, il nostro percorso è meno positivo rispetto alle aspettative, siamo lontani da quelle, ma comunque c’è una situazione non tragica.

Ha usato spesso la parola vergogna, secondo lei anche i giocatori provano questo sentimento?

Io credo proprio di sì, altrimenti sarebbe grave.

Fabio Gennari

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