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Bergamo

Sinistra contro Forza Nuova: i più arrabbiati sono i commercianti

Di Redazione8 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La manifestazione di sabato

La manifestazione di sabato

BERGAMO — Un clima irreale. Camminare al centro di via Angelo Maj, senza l’ombra delle centinaia di auto che di solito corrono lungo il rettilineo, è davvero una sensazione strana. Eppure è l’effetto di un sabato pomeriggio decisamente diverso per Borgo Palazzo, a causa della manifestazione indetta dall’estrema sinistra contro la nuova sede di Forza Nuova che si trova al civico 49.

Il blocco dell’intera zona è cominciato presto, intorno alle 14. Per altre 6 ore, fino all’ora di cena, il consueto vociare dei passanti in Borgo Palazzo è stato sostituito la calma piatta imposta da decine di agenti di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, impegnati ad evitare il contatto fra le due fazioni e mantenere sotto controllo l’ordine pubblico. Gli esponenti dell’estrema sinistra sono stati tenuti a debita distanza. Il loro presidio come previsto si è tenuto al numero 84 della stessa via. Circa 300 metri più in là. Il bis del febbraio 2008 – finito con 50 fermi di polizia, scontri e polemiche -, è stato evitato. Gli uomini del nuovo questore Vincenzo Ricciardi, anch’egli sul posto, hanno tenuto a bada i manifestanti, anche quelli più caldi. E alla fine tutto è filato per il verso giusto. Slogan, sfottò, striscioni e fumogeni, qualche attimo di tensione (con un fotografo leggermente contuso), ma nulla più.

Per 6 ore, i clacson delle auto in coda in Borgo Palazzo sono stati sostituiti dai blindati della Polizia e dei Carabinieri. Uno sbarramento impenetrabile anche dai temuti “cani sciolti” all’origine degli scontri del 2008. Uno spiegamento, quello delle Forze dell’Ordine, capace di schierarsi e muoversi nelle vie cittadine per prevenire eventuali contatti, ma senza mai intimorire curiosi e residenti. Una dimostrazione di professionalità di tutto l’apparato, dai vertici agli operativi, messo in campo da Questura e Carabinieri.

Tanto che alla fine, gli unici arrabbiati risulteranno essere i commercianti di Borgo Palazzo, quei pochi che hanno tenuto aperto. Hanno perso tutto l’incasso del sabato, è vero. Qualcuno ha anche provato a farsi sentire. Al grido “le tasse le pago anch’io”, ha lamentato che nel suo negozio, visti gli stretti controlli, oggi non è entrato un cliente uno. Però meglio di una vetrina sfondata.

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