iscrizionenewslettergif
Politica

I ciellini disertano la giunta: sale la tensione nel Pdl

Di Redazione8 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ex aennina Alessandra Gallone e Carlo Saffioti

L'ex aennina Alessandra Gallone e Carlo Saffioti

BERGAMO — L’appuntamento era fissato per venerdì pomeriggio alle 13. E invece la giunta esecutiva del Pdl è saltata, perché gli esponenti vicini a Comunione Liberazione hanno disertato l’incontro.

A dir la verità non è la prima volta che accade. Va avanti così da un paio di mesi, riferiscono i beninformati. I ciellini mostrano la loro contrarietà alle politiche del coordinatore provinciale Carlo Saffioti disertando le sedute. C’è ancora maretta dentro il Popolo della Libertà bergamasco. E a 25 giorni dal congresso, il rischio che la tensione fra le correnti che compongono il Pdl salga è molto concreto.

“Strategia della tensione” l’ha chiamata qualcuno, prendendo in prestito un termine tristemente noto. Sì perché a voler ben vedere, potrebbe esserci un disegno ben preciso nelle mosse dei ciellini, teso ad ottenere rimescolamenti nelle giunte che contano. Cl ha già una forte rappresentanza negli esecutivi provinciale e comunale: due assessori in via Tasso e due a Palazzo Frizzoni, più Raimondi al Pirellone. A memoria, non ne ha mai avuti tanti quanti in questo momento. Pretendere di più è possibile? Forse. Ma le ragioni del malcontento nei confronti Saffioti potrebbero essere anche altre. A partire dall’atteggiamento politico tenuto finora dal coordinatore provinciale verso alleati e avversari (interni).

Agli esponenti di Cl non sono andate giù le convocazioni a posteriori, le decisioni politiche già prese e poi condivise solo in seconda battuta, i coordinatori locali da fare dopo un accordo politico accennato, quando ormai “i buoi erano scappati dalla stalla”. E così Comunione Liberazione, che è una delle componenti fondamentali del Pdl di Bergamo anche se non la più potente, mostra i muscoli. E lo fa ora, a poche settimane dal congresso, con una strategia precisa: mettere il coordinatore provinciale nell’angolo e costringerlo a negoziare concessioni politiche con le “spalle al muro”.

Esponenti importanti del Pdl fanno notare che la corrente di Saffioti – la sua personale, senza considerare le alleanze – non è fortissima dentro il partito. E proprio su questa debolezza giocherebbero i ciellini, forse a loro volta sopravvalutati. Ebbene, la situazione però è destabilizzante anche per gli attuali alleati di Saffioti. Ex aennini e laici hanno un diavolo per capello, riferiscono fonti del partito. La debolezza della corrente saffiottiana e le eventuali concessioni a Cl, in fondo, metterebbero in difficoltà anche loro. Una situazione che apre ampi spazi all’avanzata di altri possibili candidati.

Insomma, pare probabile che Saffioti aspiri legittimamente a succedere a se stesso presentandosi al prossimo congresso. Ma il rebus delle alleanze e dei suoi sostenitori è tutt’altro che risolto. E una cosa è certa: comunque vada, più o meno intorno all’Epifania, a Palazzo Frizzoni e in via Tasso tornerà di moda un termine evergreen nel Popolo della Libertà: il “rimpasto”.

Pagnoncelli raduna i suoi: comincia la campagna congressuale

Marco Pagnoncelli PONTE SAN PIETRO -- La chiamata è partita. L'ex segretario provinciale di Forza Italia e ...

Misiani: sui trasporti pubblici stangata intollerabile

Antonio Misiani BERGAMO -- "Se questi sono i primi risultati del federalismo fiscale di Tremonti e Calderoli, ...