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Politica

Crisi nel Centrodestra: Berlusconi passa il cerino a Fini

Di Redazione5 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Berlusconi e Fini

Berlusconi e Fini

ROMA — “Il frazionamento dei partiti politici è il peggior guaio che possa capitare ad una democrazia”. Comincia così il discorso di Silvio Berlusconi alla Direzione del Pdl, citando uno scambio di battute avuto poco prima con il premier belga Yves Leterme. Parlando davanti allo stato maggiore del partito – leggendo un testo scritto -, il premier ha teso la mano ai finiani che, dal canto loro, pare abbiano risposto con “discorso deludente e tardivo”.

I toni usati da Berlusconi rasentavano la campagna elettorale. Forse erano rivolti anche alla base, con l’obiettivo di allargare i tesserati del Pdl e portarli a “un milione di iscritti”. Dopo i consueti attacchi all’opposizione e ai media, il premier ha elencato i meriti del suo governo e gli obiettivi dell’immediato futuro: ha annunciato l’approvazione definitiva della riforma universitaria e l’avvio di quella della Giustizia.

Poi ha ribadito l’intenzione di proseguire con i cinque punti programmatici su cui aveva ottenuto la fiducia in Parlamento: “Non faremo passi indietro – ha detto – bensì cinque balzi in avanti”. L’alternativa di un esecutivo tecnico, ha poi evidenziato, sarebbe un “governo di rottura nazionale, un governo degli sconfitti privo di rappresentatività popolare e incapace di governare, di combattere il terrorismo internazionale, di difendere i valori della difesa della persona e della vita”.

Quindi ha passato il cerino a Fini e ai suoi: “ci auguriamo che non cadano nella subalternità culturale dell’opposizione. Cessino le polemiche e si interrompa quella che mi auguro non sia una strategia di logoramento del governo che non può essere accettata se si hanno a cuore gli interessi del Paese. Se Futuro e Libertà ritiene esaurita l’esperienza di questo governo e non intende andare avanti lo deve dire con chiarezza e lo deve dire subito. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida e andare subito alle urne. Se invece c’è la volontà di andare avanti con il governo, siamo pronti, noi e la Lega, a farlo con un nuovo patto di legislatura con un rinnovamento di alleanze nel centrodestra”.

Ma da Fini sarebbe arrivata la bocciatura più netta. Secondo alcune indiscrezioni circolate nel pomeriggio, il presidente della Camera avrebbe definito “deludente, tardivo e senza prospettive” il discorso di Berlusconi. Parole che sembrerebbero affossare ogni tentativo di disgelo tra Pdl e Futuro e Libertà. Il portavoce di Fini, però, si affretta subito a smentire: “Ogni ricostruzione attribuita al Presidente della Camera dei deputati è priva di qualunque fondamento. Fini esprimerà il suo pensiero in modo inequivocabile domenica mattina a Perugia”.

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