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Bergamo

Gli aerei della Grande Guerra: mostra fotografica a Palafrizzoni

Di Redazione3 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ansaldo A1 Balilla

Ansaldo A1 Balilla

BERGAMO — La storia degli aerei della prima Guerra Mondiale in mostra a Bergamo. L’esposizione, allestita in occasione dell’anniversario del 4 novembre a Palazzo Frizzoni a cura del Museo storico, presenta una sintesi della storia aeronautica italiana durante la Grande guerra, ponendo in luce il contributo dato da Bergamo.

Dalle collezioni del Museo provengono documenti, fotografie e oggetti inerenti Antonio Locatelli, oltre a due teli con la raffigurazione di San Giorgio staccati durante il restauro dalle semiali inferiori del velivolo Ansaldo A1 Balilla, donato dal pilota alla città di Bergamo nel 1922. Si aggiunge il registro di volo con i dettagli delle azioni compiute da Locatelli durante il conflitto, documento inedito, esposto in collaborazione con gli eredi e la Fondazione Famiglia Legler, presso i cui archivi è depositato.

Per la seconda volta vengono presentate testimonianze riferite a Bartolomeo Arrigoni, pilota bergamasco pluridecorato. I ritratti con i compagni di squadriglia, le fotografie dell’incursione su Innsbruck, le carte di volo e il medagliere sono stati messi a disposizione dagli eredi in collaborazione con un privato ricercatore, nell’intento di render note le vicende di un aviatore all’epoca più volte encomiato, compagno di altri noti piloti, morto in azione, ma non ricordato nelle iniziative celebrative postbelliche.

Dall’archivio privato di Giovanni Marieni provengono significativi materiali fotografici e documentari riguardanti Giovanni Battista Marieni, che illustrano l’attività aeronautica italiana nella Grande guerra, con riferimenti anche alla campagna in Libia del 1911-1912 e alle operazioni dell’Arma del Genio sul Piave dopo la ritirata di Caporetto. Di interesse particolare le lettere scambiate tra Savoia, ingegnere progettista dell’aereo Sva5, e Marieni dopo il volo su Vienna di D’annunzio; lo scambio epistolare con il sindaco Zilioli in merito al campo di aviazione di Ponte San Pietro; le lettere intercorse tra D’Annunzio e Marieni; il medagliere del generale, con decorazioni assegnate anche da altre nazioni.

Due cimeli tratti dalle collezioni del Museo attestano il valore al tempo attribuito, tra i reperti bellici, alle parti di aerei, in ragione dell’appartenenza a famosi reparti o piloti italiani oppure ad avversari abbattuti: un pezzo di fusoliera di uno Sva5 dell’87ma squadriglia Serenissima e l’elica di un aeroplano austriaco abbattuto.

I principali modelli di aerei in dotazione all’Aeronautica militare italiana durante il conflitto sono illustrati da fotografie della raccolta Musitelli donata al Museo e da quattro modellini realizzati da Ermanno Molteni, questi ultimi accuratamente riprodotti da immagini fotografiche d’epoca, anch’esse esposte. Per la prima volta sono inoltre presentati tre modelli di aereo in grande scala appartenuti ad Antonio Locatelli.

Dalla ricca raccolta di monografie e periodici di Musitelli provengono anche una serie di volumi a tema aeronautico, relativi al periodo bellico e alla storia del volo agli inizi del Novecento.

Alcuni documenti e riproduzioni fotografiche fan riferimento al Campo di aviazione di Ponte San Pietro, aperto nel 1916 allo scopo di predisporre la difesa del territorio in caso di attacchi aerei.

Completano l’esposizione fregi e cartoline dei primi reparti militari aeronautici, libretti personali di volo e materiali d’equipaggiamento dei piloti impegnati nel conflitto, una circolare propagandistica di D’Annunzio del 1917 e un bollettino di guerra del giugno 1918 che attestano l’importante contributo delle squadriglie di aeroplani nelle operazioni al fronte.

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