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Politica

Pdl: Gregorio Fontana e le insidie del doppio congresso

Di Redazione2 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gregorio Fontana, a sinistra, con Jannone e la Brembilla

Gregorio Fontana, a sinistra, con Jannone e la Brembilla

BERGAMO — Strano partito il Popolo della Libertà. Dopo aver guardato i congressi come fossero lebbra, nel giro di 12 mesi andrà all’assise per ben due volte. Lo ha annunciato il deputato bergamasco Gregorio Fontana, responsabile nazionale del tesseramento e membro della direzione nazionale del partito, in un’intervista a L’Eco di Bergamo.

Il sì definitivo dovrebbe arrivare giovedì dalla direzione del partito. Ma se il meccanismo fosse lineare non si chiamerebbe Pdl. E infatti entro dicembre ci sarà un “congresso provinciale limitato”, a cui parteciperanno solo gli eletti: dai consiglieri circoscrizionale ai parlamentari. Circa 500 persone, uno spaccato rappresentativo del partito in Bergamasca. A loro il compito di decidere chi saranno i “coordinatori provinciali pro tempore” che dovranno traghettare il partito al vero e proprio “congresso” che si terrà dopo il luglio del 2011. Questo per evitare le polemiche del passato recente, con la minoranza del partito che più volte ha messo in discussione Carlo Saffioti, perché non eletto ma nominato durante il passaggio da Forza Italia a Pdl al posto del reggente Marco Pagnoncelli. Una sorta di “golpe dall’alto” che molti non hanno ancora digerito.

E’ evidente che il candidato pro-tempore ideale deve essere un uomo di mediazione, capace di trovare la via giusta per evitare tempeste e bufere sulla rotta che porta all’estate. L’elezione dei nuovi coordinatori, spazzerà via mesi di ulteriori polemiche in vista della vera e propria consultazione del dopo luglio, nella quale saranno chiamati a votare tutti gli iscritti e ad eleggere il nuovo coordinatore provinciale. In quell’occasione, vincerà il candidato che supera il 50 per cento dei consensi. E qui, è presumibile, sarà battaglia vera fra le correnti, da sempre determinanti nelle sorti del partito. Così come se la giocheranno le aree di confine, che venderanno cara la pelle e i voti. Se nessuno riesce a raggiungere quota 50 per cento, decide Silvio Berlusconi.

L’obiettivo, su cui sta lavorando da tempo Fontana, uomo super-partes, al di sopra delle dispute locali, è quello di arrivare a quell’appuntamento con un partito davvero coeso. I nuovi coordinatori pro-tempore, nel disegno del deputato bergamasco, attraverso l’elezione avranno tutta la legittimazione che serve per guidare il partito. E soprattutto dovranno recuperare la fiducia di quell’elettorato moderato che da qualche elezione a questa parte ha mostrato disaffezione alle faide interne al Pdl. L’obiettivo è nobile e ambizioso, addirittura storico per certi versi. Ma mettere in fila le correnti, volatili ed estremamente mobili che da sempre caratterizzano il Popolo della Libertà bergamasco, non sarà per nulla semplice. Sempre che le vicende nazionali non rimescolino di nuovo le carte in tavola.

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