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Bergamo

Immigrazione: CasaPound contro la Caritas

Di Redazione2 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Immigrati

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BERGAMO — Sacchi pieni di banconote (finte) e uno striscione davanti alle sedi della Caritas. E’ la forma di protesta scelta dal movimento di destra CasaPound Italia per stigmatizzare le affermazioni contenute nel rapporto Migrantes 2010.

“CasaPound Italia ha esposto di fronte alla sedi Caritas, di Milano, Bergamo, Brescia e Varese – si legge in un comunicato del movimento – dei sacchi pieni di banconote e uno striscione per esprimere la ferma condanna delle affermazioni contenute nel rapporto “Migrantes 2010” e ricordare agli autori che l’immigrazione è mossa dal profitto economico e, in tal senso, è assimilabile allo schiavismo.

“Nel rapporto annuale sull’immigrazione l’associazione cattolica afferma, infatti, che l’aumento della popolazione immigrata rappresenta la soluzione al problema della crisi economica. Esso permetterebbe di offrire “migliori opportunità occupazionali agli italiani”, dato che gli immigrati svolgerebbero lavori che noi non siamo più disposti a fare rilanciando settori come agricoltura, edilizia e assistenza infermieristica”.

“Inoltre – prosegue il documento – i lavoratori stranieri avrebbero contribuito al risanamento del bilancio dell’Inps, versando alle casse pubbliche più di quanto prendono come fruitori di servizi sociali e, secondo le proiezioni statistiche, il calo della natalità determinerà uno squilibrio così rilevante tra la popolazione italiana giovane e quella anziana da aumentare il fabbisogno di assistenza da parte di badanti straniere.

“L’immigrazione fa comodo a molti – afferma Marco Arioli, responsabile regionale di CasaPound Italia Lombardia -. L’immigrazione, di certo, può essere una soluzione per chi pratica un volontariato pieno di buoni propositi ma funzionale agli interessi dei poteri forti. Per chi pratica la compravendita di anime e corpi: le stesse oligarchie economico-finanziarie che, lasciate senza alcun controllo, sono responsabili della crisi globale che tutti stiamo pagando. Per chi auspica la resa incondizionata di fronte a problemi come la disoccupazione e la mancanza di servizi sociali, che invece la politica dovrebbe risolvere”.

“Per CasaPound Italia – conclude Marco Arioli – il rispetto per le altre culture si dimostra innanzi tutto preservandone l’identità da chi vede in esse solo una fonte di manodopera a basso costo, da trasferire da un continente all’altro per il proprio tornaconto. In ogni caso, la nostra identità non è in vendita. E così dovrebbe essere per ogni popolo che ambisce a essere libero”.

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