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Politica

Fontana (Pdl): l’ex carcere di Sant’Agata va salvato

Di Redazione2 novembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gregorio Fontana, in piedi, con il collega Jannone in parlamento

Gregorio Fontana, in piedi, con il collega Jannone in parlamento

BERGAMO — Dopo l’appello della Cooperativa Città Alta per salvare l’ex carcere di Sant’Agata, risponde per il Popolo della Libertà il parlamentare bergamasco Gregorio Fontana: “La Cooperativa ha pienamente ragione: il degrado della struttura va evitato», dichiara. E prospetta due opzioni per salvare l’ex carcere: «Due sono le strade, ma noi stiamo spingendo su quella maestra – spiega –. Bisogna pertanto persuadere la Sovrintendenza a riconsiderare il suo stop, consentendo così di inserire il complesso fra i beni oggetto di intese con gli enti locali grazie al federalismo demaniale”.

Più complessa ma ugualmente percorribile la strada della valorizzazione dell’edificio nel caso di reiterato mantenimento dei vincoli storico-artistici, nel caso cioè la Sovrintendenza non dovesse ritornare sui propri passi: “Si tratta di un’ipotesi da valutare in subordine all’altra”, chiarisce Fontana.

“La cosa certa è che non è assolutamente accettabile lasciar nel degrado un edificio che è nel cuore di Città Alta – continua il parlamentare pidiellino -. In un modo o nell’altro va strappato alla rovina. Dobbiamo lavorare a fondo sul problema, ma sono sicuro che porteremo a casa il risultato, come abbiamo dimostrato con le caserme, dove in un anno abbiamo sbloccato situazioni ferme da decenni. Ma in questo caso la risposta deve essere molto più veloce e ci impegneremo affinché lo sia”.

“Per sciogliere le questioni sul campo occorre organizzare a breve (entro la fine di novembre) una riunione che metta attorno a un tavolo tutti i principali attori del processo: enti locali, Sovrintendenza e il Demanio – anticipa Fontana – L’obiettivo è dare risposte concrete e indicare in maniera chiara la via da seguire”.

Fontana non risparmia una stoccata alla sinistra responsabile, a suo dire, di un atteggiamento negativo nei confronti della vendita dei beni del demanio: “C’è stata una campagna assurda sulla fantomatica svendita del Colosseo, che ha scatenato un eccessivo allarmismo che ha spinto la Sovrintendenza ad un eccessivo rigore nel valutare i beni da sdemanializzare”.

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