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La squadra è con il mister, la Curva è tornata

Di Redazione31 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Curva Pisani di nuovo colorata

La Curva Pisani di nuovo colorata

BERGAMO – I tre punti conquistati che permettono all’Atalanta di raggiungere il terzo posto in classifica sono il dettaglio meno importante del roboante 4-1 rifilato al Padova. Sissignori, non sono impazzito: credo che dentro una partita di calcio ci siano tante sfumature diverse e credo che mai come questa volta sia molto più importante il “come” rispetto al “cosa”.

Come è arrivato dunque il successo? Perchè sottolineo aspetti diversi rispetto al cosa l’Atalanta ha ottenuto, numericamente parlando? Semplice, perchè il campionato non è finito ieri ma dura altri 7 mesi. E in questi 7 mesi, più la squadra di Colantuono riuscirà a tenere alto il livello mentale dei suoi approcci alle partite e meno ci saranno problemi a conquistare la vittoria.

Parliamoci chiaro, la risposta del gruppo è stata inequivocabile. Dev’essere ripetuta, certo, ma è totale: la squadra è con l’allenatore. Avevo un po’ di timore quando il mister ha deciso di puntare tutto sulla gara di campionato per riscattare Piacenza, in 90 minuti può succedere qualsiasi cosa e quindi c’era il rischio di toppare ancora.

Queste paure mi sono passate dopo nemmeno cinque minuti: Barreto subisce un fallo non fischiato, si alza rabbioso e rincore per 60 metri l’avversario riconquistando palla e facendo ripartire l’azione. Solo un dettaglio? Macchè, la conferma che il piglio è quello giusto. Per tutta la partita, contro un avversario che è in buona posizione e ha un allenatore di livello come Calori, l’Atalanta ha condotto le danze e nemmeno il rigore del 3-1 di Succi ha spaventano i naviganti: 4-1 del “Tir” con un’azione degna della playstation, 5-1 sfiorato da Basha con un destro sul palo e tanti saluti.

Della gara c’è poco altro da raccontare, l’avete vista tutti e di sorrisi ne nascono a iosa. Mi preme invece sottolineare alcuni aspetti legati all’ambiente, al dopo partita e alla prestazione singola di Cristian Raimondi.

Partiamo dalla fine, appunto. Il terzino di Sedrina, per chi non se ne fosse accorto, sabato ha segnato un gol. Esatto, non ho le allucinazioni, ha segnato un gol. Perchè sul quel traversone di Crespo indirizzato a Succi, il piede sinistro di Raimondi ha fatto un numero importante, salvando Consigli in modo determinante. Oltre a questo, segnalo un paio di cross al bacio, un tiro appena alto ed un’azione costante a supporto della fase offensiva.

Certo, ha commesso qualche errore, ma i mugugni che sento dalla tribuna sono davvero ingiustificati: Raimondi non è Cabrini e nemmeno Maicon, non giocherà in Nazionale ma spende tutto per l’Atalanta al pari di gente come Bellini, Doni e tutti gli altri che sentono questa maglia addosso. Giusto criticarlo quando toppa, sacrosanto applaudirlo quando sta bene e risulta decisivo.

Pensavo, poi, al dopo gara. Doni, Tiribocchi e Colantuono sono arrivati sollevati in sala stampa. Non sono stati i due migliori, ma le loro parole, in questo momento, pesano: sentirli soddisfatti della reazione, contenti e convinti che anche in futuro serve un simile approccio è molto, molto, molto importante. Il tecnico è parso più sereno, la squadra è con lui e certe partite (anche negative) possono seriamente far cambiare il vento. Piacenza l’avrà fatto? Lo vedremo nel tempo, intanto godiamoci il 4-1.

L’ultima, ma non meno importante, segnalazione che voglio fare riguarda i tifosi. Tutti avranno visto che in Tim Cup ma soprattutto contro il Padova è tornato il ruggito della Curva Pisani. Magari ai più sfugge il dettaglio più importante e cioè la conferma che, organizzazione e sostegno continuo, non sono casuali ma ben conosciuti. Lo striscione esposto ai pali, quello che recita “A Guardia di una Fede”, è firmato Curva Nord. Dopo il volantino distribuito contro l’Ascoli, dunque, qualcosa deve essere cambiato visto che l’assenza di prima è stata soppiantata dalla fragorosa presenza di adesso.

Indipendentemente da come sono andate le cose, è bene ricordare che il problema principale era legato al reperimento dei biglietti. Se il gruppo trainante degli ultras nerazzurri, quello organizzato e capace di coordinare i circa 7000 ragazzi che popolano la Pisani, è tornato a fare quello che sa sicuramente sarà riuscito a comprare i tagliandi in massa. Risultato? Cori e tanto affetto per tutta la gara, uno stadio finalmente coinvolto e coinvolgente vicino a una squadra attenta e vincente. Avanti così.

Fabio Gennari

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