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Politica

La Lega: la sinistra nega il problema di via Quarenghi

Di Redazione29 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alberto Ribolla

Alberto Ribolla

BERGAMO — “E’ impensabile che vi sia un’area di Bergamo nella quale l’illegalità possa regnare sovrana, dove tutto possa accadere e dove i pochi residenti italiani siano costretti a subire”. Lo ha detto il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale Alberto Ribolla, riferendosi alla situazione di via Quarenghi, pieno centro città.

“In merito alle misure annunciate, è senz’altro necessario, come giustamente sostiene anche il Comitato di via, iniziare a regolamentare la situazione della zona, cosa certamente non facile, e non negare l’esistenza del problema come invece continua a fare una parte del centrosinistra (l’ultima due giorni fa in Consiglio)” ha aggiunto Ribolla.

“L’integrazione – dice il leghista – si attua quando gli immigrati rispettano le nostre leggi e le nostre regole di civile convivenza: oltre all’evidente e grave problema relativo allo spaccio, questo significa anche una ferma condanna e un’azione di contrasto agli episodi di aggressione, all’abuso di alcool, al continuo stazionamento di gruppetti di persone sui marciapiedi che importunano i passanti, al sovraffollamento degli appartamenti. Ben venga anche l’ipotesi di portare nella via una funzione pubblica che possa attirare la gente e contribuire così ad arginare l’illegalità. Il nostro proposito, come annunciato in campagna elettorale, è quello di affrontare i problemi e cercare di risolverli ascoltando i cittadini, che sono le sentinelle del territorio. Non certo quello di ignorarli con un buonismo che non porta da nessuna parte”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario cittadino della Lega Nord Luisa Pecce: “Finalmente speriamo che il messaggio arrivi chiaro e forte: nessuno vuole fare la guerra allo straniero, la guerra è contro l’illegalità. Quell’illegalità, appunto, che troppo spesso viene giustificata e data per scontata come sistema di sopravvivenza, con una posizione assolutamente inaccettabile perché porta tutti, italiani e stranieri, sulla strada del degrado, dell’insofferenza e della povertà economica e sociale”.

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