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Politica

Costa Volpino senza sindaco. La Cavalieri: Saffioti è stato miope

Di Redazione29 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ex sindaco di Costa Volpino Laura Cavalieri

L'ex sindaco di Costa Volpino Laura Cavalieri

COSTA VOLPINO — Il sindaco Laura Cavalieri ha lasciato la guida di Costa Volpino, venti giorni dopo il Consiglio Comunale nel quale aveva annunciato le due dimissioni. Molte le dimostrazioni di stima e affetto arrivate in questi venti giorni da cittadini, sostenitori, elettori, consiglieri comunali che nel 2006 con lei avevano vinto le elezioni sotto l’insegna della “Casa della libertà”, non riconosciuta dal commissario provinciale che forse non ricorda che il Pdl nasce da lì.

“Molti di loro hanno cercato di farmi cambiare idea e di farmi tornare indietro – riferisce l’ormai ex sindaco -, proponendomi tante idee e progetti diversi per tirare avanti ancora qualche mese, fino alla normale scadenza del mandato amministrativo. A tutti ho risposto quel che ho dichiarato in Consiglio comunale motivando le mie dimissioni: non c’erano più le condizioni politiche per continuare. E mi dispiace che si banalizzi la questione delle mie dimissioni, che tutto venga ridotto ad una goccia che ha fatto traboccare il vaso, quando basta guardare agli ultimi complessi anni per capire gli errori che sono stati fatti”.

La Cavalieri chiarendo le ragioni della sua decisione aveva spiegato che era venuta meno l’intesa con il suo vicesindaco Gianpietro Martinelli accusandolo di “demagogia” e di “prevaricazione delle funzioni”. Quando Martinelli e altri consiglieri di maggioranza avevano votato in Consiglio un emendamento al bilancio delle minoranze, alla Cavalieri parve chiaro che non si poteva più andare avanti. Il vicesindaco dopo il consiglio aveva ribadito di non capire le ragioni delle dimissioni del sindaco: “Ho votato con altri consiglieri a favore di una proposta delle minoranze perché mi sembrava giusta e condivisibile: non volevamo mandare nessun segnale politico alla Cavalieri che poteva portare avanti il suo mandato”.

Le minoranze in Consiglio, non credendo a questa analisi avevano applaudito le dimissioni della Cavalieri, non per non aver governato bene ma perché la sua scelta impediva a Martinelli di usare l’amministrazione comunale per le elezioni comunali a cui Lui ha dichiarato di partecipare quale candidato sindaco.

Ora, la Cavalieri resterà nel Pdl? “Mi riconosco in senso generale – spiega l’ex sindaco -, continua a piacermi il pensiero fondante. Non mi riconosco sicuramente nel Pdl di Bergamo, mi dispiace per loro che il nostro coordinatore Provinciale (commissario) non sia mai stato in grado di aggregarmi in una conversazione generale, non ha mai avuto il buon gusto, per non dire il buon senso, di confrontarsi con me anche solo via mail. No, in quel coordinamento non mi riconosco. Saffioti è stato miope nelle scelte. Lui e i suoi collaboratori hanno molto da imparare da persone che sanno gestire il partito in altre Province con altrettante difficoltà, ma senza il rischio di mandare in malora il partito”.

“Carlo Saffioti – continua la Cavalieri – mi ha ignorato sistematicamente, mi ha massacrato, ha buttato via la possibilità di utilizzare Costa Volpino come presidio. Noi, comunque ligi a un principio politico, abbiamo fatto diventare operative quelle teorie che in molti Comuni che lui privilegia neanche se le sognano. Rammento che Costa Volpino ha tolto l’Ici l’anno prima che Berlusconi lo togliesse a Roma. Noi eravamo abbastanza presenti nel far fare bella figura al partito. Lui? Ho ricevuto parole di conforto da sconosciuti che non avrei mai pensato. L’altro giorno ho incontrato una persona che mi ha detto di tenere la testa alta e lo sguardo dritto perché me lo meritavo e che andava tutto bene così”.

Il Prefetto ha sospeso il consiglio comunale di Costa Volpino e ha nominato quale commissario incaricato della provvisoria gestione del comune il viceprefetto vicario Lucio Marotta, al quale, per legge, sono conferiti i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.

Paolo Ferrari

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