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Bergamo

Infortuni sul lavoro: i sindacati attaccano il sistema dei subappalti

Di Redazione27 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ancora incidenti sul lavoro

Ancora incidenti sul lavoro

BERGAMO — Durissimo comunicato dei sindacati in seguito ai due drammatici infortuni sul lavoro che si sono verificati oggi. “Ancora due gravissimi infortuni sul lavoro, di cui uno mortale, ed ancora un nostro comunicato di ferma condanna! – scrivono in un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil -. Un operaio di 47 anni, della ditta ODL di Brembate Sopra, è rimasto folgorato mentre riparava un macchinario. Un altro operaio, di soli 23 anni, è invece in gravi condizioni dopo essere caduto dal tetto mentre stava lavorando alla sostituzione del tetto di un capannone di proprietà della Copici di Levate. Ancora una caduta dall’alto!”.

“Cosa sta accadendo? Una impressionante catena di infortuni gravissimi, alcuni mortali, negli ultimi mesi non si spiega; o meglio non si può certamente spiegare invocando la fatalità. Qualche cosa non funziona più nel sistema sicurezza che avevamo faticosamente costruito nel tempo”, sostengono Mariani, Fratus e Cortinovis.

“In occasione dell’incontro del Tavolo Legalità e Sicurezza, da noi richiesto e convocato il giorno 8 novembre, si dovrà ripartire da una ben precisa assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti in causa perché bisogna porre immediatamente fine a questa inquietante sequenza di infortuni”, concludono.

In riferimento all’episodio di Levate, i sindacalisti della categoria edile Mario Colleoni (Feneal-Uil), Gianluigi Brignoli (Filca-Cisl) e Antonello Simula (Fillea-Cgil), commentano: “Troppo spesso casi come questo avvengono in presenza di una catena di subappalti che spingono, sovente, ad una riduzione di tempi e costi e ad una gestione e ad un utilizzo meno attenti dei dispositivi di protezione individuale o collettivi”.

“Spesso, purtroppo, il passaggio della commessa da un’impresa all’altra e la sovrapposizione delle responsabilità tra ditte mette a rischio anche la buona riuscita di un percorso efficace di formazione alla sicurezza. In questa vicenda del giovane lavoratore marocchino attendiamo di conoscere i dettagli della formazione ricevuta: ci risulta che, quantomeno presso la cassa di appartenenza, non è registrato alcun corso effettuato a suo nome”.

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