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Bergamo

Il biker delle scalette: video fatto in sicurezza. Forse

Di Redazione27 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un momento del video

Un momento del video

BERGAMO– Tutt’altro che pentito, anzi, gongolante per i complimenti dei lettori. Pbike, pseudonimo dietro il quale si nasconde l’abilissimo funanbolo che è sceso dalle scalette di Città Alta riprendendo tutto con una videocamera e poi postando il video su Youtube, ringrazia con entusiasmo aficionados e seguaci. Nelle sue parole non c’è il benché minimo ravvedimento per i rischi causati ai pedoni. Solo qualche raccomandazione per i biker.

Per la generazione cresciuta a pane e Youtube – anche se, a dire il vero, il protagonista del video pare un tantino “cresciutello” -, quelle discese in mezzo ai pedoni sono una cosa “normale”. Anzi, gli strani siamo noi giornalisti che ce ne preoccupiamo. In fondo, diceva qualcuno in un commento, non c’è nulla di male. Quasi si trattasse di un videogame.

“Sì perché – spiega il fenomeno sulle due ruote, in un commento inviato alla nostra redazione – innanzitutto per girare questi video non si è mai da soli, in questo caso eravamo in due, dove il collega è il primo che scende avvisando la gente del mio passaggio, e di stare attenti, lo stesso lo si fa prima, in quanto per girare una scena la si prova per 2-3 volte e si tiene buona la migliore”.

Insomma, sarebbero dei video fatti in piena sicurezza, quasi fossimo sul set di un film, sostiene Pbike. Sarà, ma a noi che non abbiamo “mai” lavorato in televisione risulta che le riprese estreme in esterni, che coinvolgano tratti e luoghi pubblici, vadano prima comunicate a chi di dovere. Tocca poi alla Polizia locale mettere in sicurezza il tracciato. Lo fanno persino col Soap Box rally, tanto per restare da quelle parti.

Qui la cosa pare essere un pochino più artigianale, e molto più rischiosa, se il funanbolo ci consente. “Nel caso esplicito, della foto dell’articolo – sostiene sempre Pbike – le ragazze sono state avvisate, e al mio passaggio quella che si è spostata ha detto in modo ironico ”mamma mia che paura” per dire….”tutto qua”, poi basta vedere la persona di sinistra che non ha fatto una mossa”.

Non siamo al corrente delle aspirazioni suicide della gentil donzella, ma la versione davvero non regge. E’ credibile che una ragazza consapevole che, dì lì a poco, da quelle parti passerà un tizio a folle velocità giù dalle scalette in bici, resti lì in mezzo ad aspettarlo? Col rischio di finire “spiaccicati”? E che faccia pure la scena? Tutto può essere, per carità. Ma gli stuntmen di solito stanno a Hollywood e sono anche ben pagati.

La pretesa sicurezza di queste imprese, francamente, è inverosimile. Può esserci, come sostiene Pbike, un compagno apripista. Ma visto la lunghezza dei percorsi e l’estrema tortuosità, la probabilità che qualcuno possa finirci in mezzo per caso è altissima. Basta che qualcuno inavvertitamente apra l’uscio di casa e patatrac. A meno che i nostri eroi non abbiano avvisato anche i residenti…

Di certo non sapeva nulla il passante che, del tutto ignaro, attraversa tre secondi prima dell’arrivo della bici (nel filmato a 25 secondi dall’inizio) la scalinata di Sudorno. Oppure le quattro studentesse di spalle, sfiorate lungo via Simone Mayr (0.52). Oppure i turisti con le borse accanto al Duomo, del tutto inconsapevoli che un secondo dopo di lì passerà un biker (1.33). Oppure il passante che su una scaletta si scansa in fretta per dare strada (2.30). Oppure l’anziano passeggiatore di via Fontanabrolo che vede arrivare il ciclista in discesa a tutta velocità e rasenta il muro. O la signora che se la dà a gambe in via Sant’Alessandro Alta (4.58). O i giovani di via Salita della Scaletta (5.29). O il pedone che si blocca quando la bici sbuca dalle scalette in Viale Vittorio Emanuele (5.36).

Erano tutti stati avvisati del film in corso? Facevano anche loro la scena, come improvvisati figuranti? Caro Pbike, certo il video è spettacolare e la sua abilità straordinaria. Ma per il resto, più che stridore di freni sentiamo stridore di specchi.

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