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Editoriali

Atalanta, il mister ha scelto il Padova per cancellare Piacenza

Di Redazione27 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Peluso e Dalla Bona

Peluso e Dalla Bona

BERGAMO – Da dove comincio? Sapete, non è mica facile commentare una partita (persa) che nessuno dei due allenatori ha dimostrato di voler seriamente vincere con le scelte della vigilia.

A Bergamo è andato in onda uno di quei film che gli appassionati di calcio non vorrebbero mai vedere: “Non vinciamo quella partita”. Signori, siamo seri: la Tim Cup, guardando l’esercito di panchinari gettati nella mischia da Colantuono e Pillon, interessava come un ghiacciolo al polo nord.

Detto questo, mi permetto di sottolineare qualcosa che non è retorico ma clamorosamente reale: ogni impegno, è da onorare. Sicuramente, i ragazzi che sono scesi in campo ce l’hanno messa tutta ma ci sono due pensieri che mi frullano in testa. Punto primo, il tecnico dell’Atalanta ha deciso che la partita con il Padova è la prima vera occasione per cancellare Piacenza. Punto secondo, l’iscrizione alla Tim Cup è seriamente da rivedere perchè se al secondo turno tutte le squadre si sentono in diritto di spedire in giro le seconde linee, i sintomi di una formula che non piace a nessuno sono palpabili.

Tralasciando ciò che concerne la struttura di quello che dovrebbe essere, per importanza, il secondo torneo nazionale, soffermiamoci sulle faccende di casa Atalanta.

Prima della gara, si pensava che le seconde linee potessero davvero dare segnali di ripresa e di riscatto dopo Piacenza: non toccava a loro, ma Colantuono li ha scelti e per la maglia che indossano dovevano farlo. Singolarmente parlando, ci sono state buone risposte (Frezzolini, Peluso, Possenti e Bonaventura) ma anche preoccupanti segnali negativi (Dalla Bona, Ceravolo, Defendi) e la sconfitta è il giusto epilogo di una gara che gli avversari hanno dominato colpendo ben tre legni: la voglia e la pericolosità non sono state nemmeno lontanamente vicine.

Mi viene da pensare che, nei colloqui avvenuti prima e dopo la strigliata alla squadra lunedì a Zingonia tra Colantuono e Antonio Percassi, sia stato detto chiaramente dal tecnico che in Tim Cup si sarebbe schierata una formazione d’emergenza con lo scopo di valorizzare, valutare e capire qualcosa in più sulle alternative ma non necessariamente di vincere.

Mi viene da pensare che l’assenza del presidente dalla tribuna, prima volta in questa stagione, e gli applausi della curva (finalmente di nuovo compatta e in grado di sostenere la squadra) al fischio finale siano la conferma che l’Atalanta vuole cancellare Piacenza a partire dalla gara contro il Padova.

Se così fossero davvero le cose, non ho conferme ma le scelte e la realtà dei fatti non sono da ignorare, contro il Livorno è arrivata la certificazione che l’Atalanta ha un Unico Obiettivo: la serie A.

Avrei sinceramente preferito vedere un successo, ero convinto che le seconde linee avrebbero dato di più ed invece ho visto un Cellerino qualsiasi fare scacco matto, un Dalla Bona lontano parente del giocatore che conoscevo e pochissime alternative valide all’undici titolare.

Peccato, l’occasione poteva essere sfruttata per recuperare un po’ di credito. Con il Padova, ma anche con Triestina e Modena, l’Atalanta è costretta a vincere: Colantuono deve conquistare 9 punti, non perchè senza quelli l’obiettivo sfuma ma perchè contro il Livorno, lasciando la Tim Cup, ci ha confermato che conta solo il Campionato. Conta solo la promozione. Conta solo quell’Unico Obiettivo.

Bene, signori, sono d’accordo: l’Atalanta deve volare in serie A, farsi perdonare i cali culminati con la sconfitta di Piacenza ed entusiasmare di nuovo uno stadio che sabato dovrebbe tornare ad essere una bolgia infernale. E se non succede? Ci penseremo ma una cosa è certa: Percassi&company non sono degli sprovveduti. E vogliono i risultati.

Fabio Gennari

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