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Bergamo

Incidente di Barzana: Federico non ce l’ha fatta

Di Redazione20 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Federico Pellegrinelli

Federico Pellegrinelli

BERGAMO — Non ce l’ha fatta. La famiglia, gli amici, i conoscenti, i compagni di classe e di sport. Tutti hanno sperato, pianto e pregato perché Federico Pellegrinelli, il ragazzino di 16 anni travolto in moto da un’auto lunedì pomeriggio a Barzana, potesse uscire dalla situazione gravissima in cui si trovava. Purtroppo non è stato così.

Il ragazzino è morto questo pomeriggio intorno alle 14 nel reparto di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Bergamo dov’era ricoverato dal giorno dell’incidente. Quel tragico lunedì 18 ottobre, quando il ragazzo stava tornando a casa con gli amici. I primi tre lo avevano anticipato. Federico era più indietro, andava piano verso la rotonda del celebre locale Ryan di Barzana in direzione di Palazzago, dove abitava da 3 anni. Su quella strada, in direzione opposta stava arrivando anche la Y10 che pochi istanti dopo avrebbe messo fine alla sua vita.

Alla guida della vettura c’era un 35enne della provincia di Milano. Stava andando ad Almenno per comprare una bara al padre, morto qualche giorno prima, ha raccontato alla polizia stradale. Era sovrappensiero. Probabilmente non ha rispettato una precedenza e ha colpito l’enduro di Federico che, pur avendo il casco, è caduto in maniera violentissima sull’asfalto, battendo la testa.

Nel frattempo, dopo aver chiamato il 118, l’automobilista milanese consegnava la patente a un passante e se ne andava, preso dal panico. Sposterà la macchina dal luogo dell’incidente, rendendo difficile la ricostruzione. Poi in serata tornerà sui suoi passi e chiamerà la stradale per costituirsi. Gli agenti gli contesteranno la fuga, ma non l’omissione di soccorso.

Le condizioni di Federico invece peggioravano di ora in ora. Operato d’urgenza ai Riuniti è rimasto in terapia intensiva per due giorni, mentre decine di persone pregavano in lacrime fuori dalla sua stanza. C’era la squadra di rugby in cui giocava, i Black Eagles di Brembate Sopra. Gli amici, i compagni di classe dell’Engim, l’istituto dei Padri Giuseppini del Murialdo di Brembate Sopra. E la famiglia – la mamma Rosaria Preda che proprio oggi compiva gli anni, il papà Giordano, impresario edile, e la sorella Sara. A queste persone, colpite da un dolore immane a cui è impossibile dare spiegazione e soluzione, Bergamosera porge le condoglianze nella convinzione che non ci siano parole sufficienti da dire.

Federico
delicato sorriso
sguardo di meraviglia
compagno dolce
un posto per te
sempre conserveremo
una preghiera per te sempre avremo

Giuseppe Cavallaro
direttore dell’Engim

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