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Editoriali

Ma quali critiche, con questa media si vola in serie A

Di Redazione17 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Doni e Tiribocchi

BERGAMO –- Tanti auguri, Atalanta. Il 17 ottobre, il sodalizio nerazzurro compie gli anni e questa volta sono ben 103 quelli cui brindare. I romantici pallonari, compreso il sottoscritto, credono che ci sia qualche divino motivo per cui in occasioni particolari, succedono cose particolari. Inspiegabili. Incredibili.

Questa volta, quel regista oscuro chiamato destino ha regalato tre punti contro l’Ascoli proprio il giorno prima e il protagonista è stato l’uomo della storia. Colui che ha fatto meglio di tutti quanti. Il mitragliere nerazzurro per eccellenza: Cristiano Doni.

Mesi dopo l’ultima gioia personale, il numero 27 di Colantuono ha scaraventato alle spalle dell’estremo marchigiano una doppietta decisiva e per qualche minuto, in mix-zone, si è scatenata la ricerca del numero perfetto. 103 gol per il compleanno 103? Le statistiche dicono solo 102, peccato perchè al romanticismo si sarebbe aggiunto qualcosa di veramente speciale.

Restando ai numeri, evitando di commentare una prestazione meno brillante del solito con un’avversaria a tratti imbarazzante, è arrivato il momento di stilare un mini bilancio visto che il primo quarto di campionato è alle spalle.

Con 18 punti in 10 giornate, l’Atalanta viaggia alla media di 1,8 a partita. Mantenendo un simile rendimento, si arriverebbe molto vicino a quota 76 a fine stagione. Udite, udite: un simile risultato, nelle ultime quattro stagioni, avrebbe garantito due volte la promozione diretta e in altre due occasioni l’accesso ai play-off.

L’anno scorso, Lecce (75) e Cesena (74) sono volate nella massima serie evitando la roulette di fine stagione. Nel 2008-2009 fu il Bari a conquistare il primo posto (80 punti) davanti al Parma che riusì a salire arrivando a quota 76. Gli altri due campionati, videro compagini ai primi posti con almeno 79 punti (Napoli, 2006-2007) ma a quota 76 ci si giocava tranquillamente gli spareggi.

Stando ai numeri, dunque, l’Atalanta di Stefano Colantuono vale oggi un posto di primissimo piano e l’obiettivo primario del presidente Percassi sarebbe abbondantemente alla portata. Certamente si può giocare meglio, indubbiamente questa squadra può vincere di più ma la storia, le statistiche e le avversarie non si possono ignorare.

Se consideriamo poi che le squadre del tecnico romano accelerano pesantemente a gennaio-febbraio, la fiducia espressa dai tifosi è assolutamente condivisibile. Avete letto bene, i tifosi hanno fiducia nell’allenatore dell’Atalanta. C’è un sondaggio, sul sito www.atalantini.com, che testimonia con i numeri (incredibile, ancora loro) come la diffidenza strisciante che si avverte tra la gente non è nei pensieri della maggioranza. Il quesito è semplice: Colantuono nutre ancora della tua fiducia? Con quasi 1400 voti, la base di partecipanti è di tutto rispetto e il 62% che conferma di credere nella guida tecnica certifica la fiducia del popolo.

La squadra nerazzurra, ogni settimana, dovrà sudare sette camicie per ottenere il successo ma fino ad oggi il rendimento ha prodotto qualcosa che, se ripetuto nel tempo, porterà l’Atalanta in serie A. Al resto, ci penseremo più avanti ma ricordate le parole di Bellini e Doni: sarà dura. I giocatori lo sanno bene.

Fabio Gennari

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