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Politica

Via Quarenghi: Vertova attacca l’assessore D’Aloia

Di Redazione14 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pietro Vertova

Pietro Vertova

BERGAMO — “L’obiettivo della nuova destra su via Quarenghi è quello di creare una “zona speciale” per dare corpo all’idea che in città esistono delle alterità minacciose da cui difendersi”. Lo sostiene il capogruppo dei Verdi in consiglio Comunale Pietro Vertova.

“L’ultimo provevdimento prevede la chiusura dei negozi di via Quarenghi alle ore 20. Questo tipo di provvedimenti fa male alla città e al suo “tessuto sociale” perché accresce percezioni di ingiustizia e di insicurezza. Se una persona viene punita perché compie un reato può sentirsi in colpa o arrabbiata, ma certo non discriminata. Se invece una persona viene punita ‘in quanto quella persona’, il sentimento di discriminazione si fa insopportabile. E’ questo il caso di un gestore/proprietario di un bar che dovrebbe chiudere anticipatamente rispetto agli altri gestori semplicemente perché ‘si tratta del suo bar in via Quarenghi'”.

“Persino l’assessore Tommaso D’Aloia, la cui fama del ‘giovane assessore bravo e moderato’ spesso lo precede – attacca Vertova – si lascia andare su via Quarenghi ad affermazioni e decisioni incoerenti e inaccettabili. Tre mesi fa, in Commissione consiliare, annunciò che per il civico 33 di via Quarenghi stava valutando (con la Regione) due ipotesi di edilizia a canone moderato. La prima ipotesi prevedeva 55 alloggi destinati a determinate categorie sociali quali giovani e studenti, mentre un’altra ventina di alloggi era destinata a ‘forze dell’ordine’ (come se una persona che fa di lavoro il poliziotto sia di per sé più ‘brava a convivere’ rispetto ad una persona che esercita un altro mestiere). La seconda alternativa in campo prevedeva un numero ancora maggiore di alloggi a canone moderato”.

“Dopo 3 mesi – conclude Vertova – D’Aloia ha già cambiato idea, visto che vuole destinare gran parte degli appartamenti del civico 33 ad uffici comunali. D’Aloia mostra così una progettualità e un linguaggio schiacciati su quelli della nuova destra. In Commissione consiliare, di fronte alla richiesta di un interlocutore riguardante la possibilità che anche degli stranieri potessero accedere agli alloggi del civico 33, l’assessore D’Aloia replicò affermativamente: anche gli stranieri avrebbero potuto accedervi, ma un certo tipo di stranieri. ‘Magari anche un Marocchino’, disse, ‘ma un Marocchino normale'”.

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