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Isola

Ponte S. Pietro: sbagliato spostare il poliambulatorio

Di Redazione12 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
All'estrema destra, il poliambulatorio di Ponte San Pietro

All'estrema destra, l'edificio del poliambulatorio di Ponte San Pietro

PONTE SAN PIETRO –Dopo la contrarietà espressa dal sindaco Giuliana Reduzzi, netta presa di posizione anche dei sindacati sul paventato spostamento a Brembate Sopra del poliambulatorio che si trova attualmente a Ponte San Pietro. In una nota unitaria diffusa nel pomeriggio Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, sostengono che la scelta dell’Azienda ospedaliera di Treviglio “sarebbe sbagliata perché collocherebbe un importante servizio sanitario in un luogo periferico rispetto al resto del territorio e penalizzerebbe pesantemente i cittadini, in particolare coloro che sono costretti a usare i mezzi pubblici. Il conseguente calo graduale degli utenti porterebbe inevitabilmente a un ridimensionamento e forse addirittura alla chiusura definitiva della struttura”.

“Lo spostamento – prosegue la nota – sarebbe attuato con la contrarietà della maggioranza dei sindaci e quindi dell’intera comunità dell’Isola. Siamo consapevoli dei vincoli che l’Azienda ospedaliera di Treviglio ha di dover abbandonare gli attuali locali non idonei e pericolosi, e delle difficoltà legate a una costosa ristrutturazione, ma siamo altrettanto convinti che c’è ancora tempo per ricercare soluzioni condivise con i sindaci dell’Isola – con tutti i sindaci – ai quali spetta però la responsabilità di contribuire ad individuare soluzioni percorribili”.

“Le organizzazioni sindacali – conclude il documento – hanno chiesto al direttore generale dell’Ospedale di Treviglio la disponibilità a praticare soluzioni alternative proposte dai sindaci. Nell’accettare la richiesta il direttore ha anche assunto l’impegno, nel caso non ci fossero soluzioni alternative immediate, a considerare l’eventuale spostamento una soluzione del tutto provvisoria, con la conseguente disponibilità a tornare a Ponte S. Pietro non appena pronti nuovi e idonei locali. Chiediamo quindi il pieno rispetto di questi impegni a partire da quello di trovare una nuova sede idonea e facilmente raggiungibile. Vogliamo esprimere anche tutta la nostra contrarietà, in questa vicenda, alla rinuncia da parte dell’Asl di Bergamo a svolgere il ruolo di regolatore delle attività sanitarie che le compete. Una rinuncia che non si giustifica, che non comprendiamo e che ci fa piuttosto dire: se non fa nemmeno questo, l’Asl a cosa serve?”».

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